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ARGINARE LA DERIVA DISCRIMINATORIA LE PERSONE CON DISABILITA' NON SONO UN ONERE PER LA SOCIETA', MA UN VALORE AGGIUNTO


Le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità aderenti alla FAND (Federazione delle Associazioni Nazionali dei Disabili) esprimono viva preoccupazione e indignazione per la deriva discriminatoria nei confronti dei cittadini italiani autenticamente invalidi o disabili, per le dichiarazioni tendenziose e mistificatorie di ministri della Repubblica, per le prese di posizione di politici e amministratori contro l'inclusione degli alunni disabili nella scuola, per le pretestuose campagne di disinformazione circa il fenomeno dei falsi invalidi e per le esecrande manifestazioni di scherno e le aggressioni fisiche e verbali a persone con comprovata disabilità vieppiù frequenti nel Paese e persino in Parlamento, il quale, forse all'insaputa di alcuni deputati, ha ratificato con la legge 18/2009 del 3 marzo 2009 la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilita, il primo strumento giuridico vincolante nell'ambito dei diritti umani. E' opportuno ricordare che detta Convenzione sancisce il rispetto e l'inviolabilità dei diritti umani delle persone disabili, in particolare la dignità intrinseca, l'autonomia e l'indipendenza, la non discriminazione, la piena ed effettiva partecipazione e inclusione sociale, il rispetto per la differenza e l'accettazione delle persone disabili come parte dell'umanità anche se diverse, la parità di genere e delle opportunità, il rispetto dello sviluppo delle capacità dei bambini con disabilità e del loro diritto a preservare la loro identità. Con questi principi non è compatibile l'affermazione del ministro Giulio Tremonti che gli invalidi sono un peso per l'economia, un ramo secco, in quanto improduttivi. Viene da chiedersi se egli considera meno oneroso per l'economia il fenomeno dell'evasione ed elusione fiscale, il lavoro sommerso, gli affari della criminalità, gli episodi di malaffare e speculazione finanziaria, la corruzione dilagante che affliggono il nostro Paese. Con i principi della Convenzione non è compatibile la veste fuorviante e offensiva l'inchiesta a firma di Stefano Vespa e Maria Pirro pubblicata sul numero 13 del 24 marzo 2011 del settimanale Panorama intitolato "Scrocconi d'Italia". Il messaggio, ancora una volta, e' ingannevole, perchè non dice che le prime vittime del fenomeno dei falsi invalidi sono quelli veri, così come le prime vittime dell'evasione fiscale sono i cittadini onesti che pagano le tasse. Nell'articolo si afferma disinvoltamente che "tra pensioni regalate e indennità di accompagnamento, un italiano su 33 sarebbe invalido civile". A parte l'inaffidabilità delle cifre, colpisce il tono pesante e sprezzante che denota un pregiudizio atavico o una precisa finalità denigratoria. Bisogna servire all'opinione pubblica spaventata e disorientata un capro espiatorio responsabile del disagio sociale ed economico, non una complessa analisi del fenomeno e delle vere cause dello stesso, da ricercarsi sostanzialmente nel clientelismo e nella corruzione di certi politici e amministratori. Sicuramente gli autori dell'articolo non sanno che la Commissione Europea quantifica il numero delle persone con disabilità da leggera a grave nella UE in circa 80 milioni, una persona su sei, ossia, per l'Italia, 10 milioni di persone. Le statistiche elaborate dalla Commissione Europea rivelano che il tasso di povertà tra le persone disabili supera del 70% la media, soprattutto per effetto del difficile accesso all'occupazione. Inoltre, oltre un terzo degli ultrasettantacinquenni soffrono di una disabilità parziale e più del 20% hanno una disabilità grave. Queste cifre sono destinate ad aumentare a causa dell'invecchiamento demografico nell'UE. Sull'onda del rinnovato pregiudizio anche l'inclusione degli alunni disabili nella scuola e' stata messa in dubbio da qualche amministratore del Nord, coerentemente con lo smantellamento dei servizi di sostegno in tutta Italia. Il più recente, scandaloso episodio di discriminazione plurima è l'aggressione, fortunatamente solo verbale, subita dalla deputata con disabilità Ileana Argentin da parte di alcuni colleghi parlamentari – il fatto poi che provenisse dai banchi della Lega o di un altro partito non è per noi disabili così importante. Riteniamo doveroso ribadire che le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative non hanno alcun interesse a proteggere i falsi invalidi, che auspicano siano smascherati e adeguatamente puniti. Rigettano decisamente le calunniose insinuazioni di giornalisti male informati o in malafede, interessati soltanto ad aizzare, invece che ad informare l'opinione pubblica. Questa deriva discriminatoria deve essere arginata. Infatti la memoria storica ci ammonisce a non dimenticare che in tempi non troppo lontani le persone disabili sono state trattate, insieme con altre minoranze religiose ed etniche, come parassiti di cui la società doveva sbarazzarsi per mantenere la propria purezza identitaria. Fu così che migliaia di loro subirono la castrazione oppure perirono nei campi di sterminio. Si può ragionevolmente sperare che la strage non si ripeta, ma non e' il caso di farsi sorprendere quando e' troppo tardi.

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