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SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO: UNA BRUTTA BATTUTA D’ARRESTO


In questo articolo vogliamo trattare la materia complessa relativa al Servizio Civile Nazionale e al suo inesorabile declino dovuto ad una serie di aspetti che andremo di seguito a trattare. Per completezza di informazione non possiamo comunque esimerci dall’ offrire ai nostri lettori alcuni cenni storici circa il diritto dell’obiezione di coscienza su cui fonda il Servizio Civile. Infatti è bene ricordare, molti purtroppo non ne sono a conoscenza, che fino a metà degli anni ‘80 esisteva in Italia esclusivamente la leva militare obbligatoria per gli uomini che non potevano assolutamente esimersi dall’espletarla. Chi si dichiarava obiettore di coscienza veniva inesorabilmente denunciato e arrestato. La lotta non violenta per quest’importante diritto civile ha portato quindi nella seconda parte degli anni ‘80 al riconoscimento dell’obiezione di coscienza quale espressione del rifiuto dell’impiego delle armi per la difesa della Patria. Va ricordato per inciso che una simile scelta, per chi la perseguiva, era decisamente punitiva in quanto chi obiettava poteva svolgere il servizio presso un Ente accreditato come la nostra Unione ma vedeva raddoppiato il tempo dello stesso e la fedina penale macchiata. Inoltre non poteva accedere a determinati Concorsi Pubblici né tantomeno richiedere successivamente il porto d’armi per nessuna ragione. Nel corso degli anni ‘90 vi sono state una serie di norme che hanno di fatto alleggerito le sanzioni per coloro che operavano la scelta di obiezione di coscienza fino al 1998 anno in cui il legislatore equiparava il servizio di leva obbligatoria a quello dell’obiezione di coscienza. Da quel momento molti più giovani hanno scelto l’obiezione, fu detto anche a ragione non più per convinzione ma per opportunismo. Va detto comunque qui per inciso che l’obiezione di coscienza in Italia è stata per molti uomini motivo di crescita e di conoscenza soprattutto per chi ha svolto questa mansione nel settore sociale. Nell’anno 2001 con la legge n. 64 si è proceduto all’avvio di un percorso durato 3 anni che istituiva il Servizio Civile Volontario in sostituzione dell’obiezione ma anche la leva militare volontaria. La novità più importante di questa norma è l’apertura alle donne del Servizio Civile che con altra norma è stato esteso anche al settore militare. Quest’importante diritto di scelta delle donne è avvenuto grazie ad un attento e puntuale movimento delle femministe che negli anni ‘90 hanno perseguito questo obiettivo. Nell’anno 2004 finalmente la leva militare obbligatoria è stata sospesa dal Parlamento pertanto attualmente vige il sistema per cui i giovani possono scegliere se partire per la leva volontaria o in alternativa fare domanda per il Servizio Civile o astenersi da qualunque tipo di esperienza. Ci teniamo a sottolineare come all’interno della nostra Organizzazione l’apporto delle donne abbia portato una ventata di novità e di attenzione e come queste abbiano acquisito nel tempo padronanza rispetto al nostro Settore. Il Servizio Civile poi è stato visto soprattutto come un impegno di tipo femminile infatti le domande dei ragazzi dal 2004 al 2009 sono praticamente precipitate. Sull’argomento segnaliamo un’inversione di tendenza che negli ultimi 3 anni ha riportato anche i ragazzi a fare la scelta del Servizio Civile. In molte occasioni avere un gruppo misto di ragazzi e ragazze si è rivelato utile e complementare in quanto ciascuno svolge il servizio secondo le proprie attitudini e competenze. In questo numero dell’audiogazzettino abbiamo più volte accennato ai problemi relativi ai tagli della spesa pubblica e certo il Servizio Civile non poteva salvarsi da questa scure che rischia seriamente di cancellare quanto nel tempo è stato realizzato. Per essere più precisi riportiamo di seguito alcuni dati che possono meglio riassumere la situazione: • Nell’anno 2006 sono stati messi a Bando circa 57.000 posti, nell’anno 2009 i posti sono stati 31.000 per poi scendere nel 2010 a 27.000 e nel 2011 a poco più di 19.000. La prospettiva per il prossimo anno è ancor più negativa in quanto il Bando prevede solo 10.000 posti a fronte di oltre 7.000 Progetti presentati dai circa 3.800 Enti accreditati. Bisogna tener conto che nella percentuale di posti assegnati annualmente il 20% va alle Regioni quindi gli Enti Nazionali come il nostro vedono ridotto parzialmente il numero di volontari da poter richiedere. La parziale regionalizzazione del servizio fa si che laddove le Regioni adottino norme Regionali di finanziamento dello stesso vi è una maggiore presenza del Servizio Civile. Uno dei casi dove ciò è stato fatto è in Lombardia mentre per quanto riguarda la nostra Regione non vi sono novità legislative da segnalare. Da alcuni anni si è aperto un dibattito relativo alla riforma dell’Istituto del Servizio Civile Volontario; proprio per questo motivo in Parlamento giacciono numerose proposte di legge che però non sono andate oltre l’esame delle Commissioni competenti. Ci sentiamo di dover ribadire che anziché andare a tagliare in modo indiscriminato il servizio così come è stato concepito si sarebbe dovuto avere maggiore coraggio e riformulare l’Albo degli Enti che possono presentare domanda per usufruire dei volontari. In altri termini l’abuso che è stato fatto di questo strumento è evidente e andrebbe combattuto. In quest’articolo segnaliamo infatti l’abuso politico di questo strumento ma anche il fatto che molti Enti Pubblici, Comuni, ASL ma anche Cooperative hanno impiegato i giovani in modo improprio ovvero per mansioni non di loro competenza e in sostituzione del lavoro dipendente infatti questi Enti ed organizzazioni dovrebbero assumere e pagare il personale di cui necessitano e non sfruttare il Servizio Civile per compiti non ad esso attribuiti dalla norma vigente. Ribadire questo concetto è quanto mai utile visto che poi a farne maggiormente le spese è il settore sociale ed in particolare i disabili. Sarebbe stato meglio nel dover ridurre le spese togliere quindi dall’elenco degli Enti tutti coloro che possono fare a meno veramente di questo servizio mentre dare l’opportunità agli Enti come il nostro di continuare ad offrire servizi di assistenza che in questo modo non possono avere la necessaria continuità. Un altro punto premiante della Norma vigente riguarda la formazione generale e specifica che viene erogata ai giovani durante il loro servizio ma anche il fatto che durante questo gli interessati possono realmente effettuare un tirocinio lavorativo importante a patto che l’Ente ospitante realizzi pienamente il Progetto. Un altro errore di fondo che spesso accade con il Servizio Civile è quello di intenderlo come un lavoro mentre di fatto rientra nell’ambito della formazione e lavoro che è cosa ben diversa. Il non investire più in questo settore quindi non solo danneggia gli Enti come il nostro ma anche le prospettive professionali e l’acquisizione delle esperienze da parte dei volontari. Venendo al punto centrale che più ci interessa quindi il prossimo anno non avremmo il Servizio Civile, questo per le motivazioni ampiamente illustrate pertanto saremmo costretti sia ad organizzare su base diverse il servizio di accompagnamento ma anche riformulare e ripensare una serie di servizi che attualmente riusciamo a gestire in maniera più agevole. Una delle soluzioni possibili è quella della costituzione di una cooperativa di servizi che sappia convenzionarsi con le Amministrazioni Locali per sostenere i relativi costi di gestione, l’altra costituire un gruppo di persone che già hanno acquisito una buona esperienza attraverso il Servizio Civile per proporre loro un contratto di collaborazione a progetto con il quale garantire degli standard minimi di servizio. In entrambi i casi per coloro che usufruiranno del servizio di accompagnamento e delle altre agevolazioni aumenteranno i relativi costi da sostenere in quanto la stessa Unione dovrà spendere molte più risorse di quelle impegnate e deliberate attualmente. Per riformulare tutto il settore avremmo bisogno di alcuni mesi al fine di essere parzialmente operativi nel mese di Gennaio e definitivamente operanti a partire da Maggio 2012. Questa doppia scadenza è dovuta alla circostanza che il 30 Aprile del prossimo anno termineranno i Progetti ad personam attraverso l’articolo 40 della legge 289/2002 che prevede l’assegnazione di un volontario del Servizio Civile direttamente al richiedente che ne abbia necessità e che rientri nella norma indicata. Anche su questo punto dobbiamo segnalare che per il prossimo anno non sono previsti Progetti, per cui tutti coloro che avevano assegnato un volontario del Servizio Civile non avranno continuità nel gestire le proprie esigenze e difficoltà personali. La situazione che si è venuta a creare richiede in ogni caso da parte nostra un intervento sulle Autorità Politiche Nazionali affinché si ripristini il servizio magari proprio con una nuova normativa ma anche ricercando quelle risorse che nel tempo sono state sottratte. La nostra Presidenza Nazionale e le strutture periferiche sono intervenute nel tempo ma con scarsi risultati probabilmente non è stato il momento giusto o forse la strategia di intervento non sarà stata delle migliori. Il fatto è comunque che per l’Unione vi è stata una brutta battuta d’arresto in un settore strategico per tutti. Osservando l’attuale situazione e ripensando al passato possiamo constatare che malgrado alcune manifestazioni in piazza che sono state da noi realizzate forse sarebbe stata d’aiuto anche un’iniziativa eclatante che avrebbe avuto maggiore fortuna anche perché sarebbe stata riportata dagli Organi di Informazione. Avviandoci a concludere questo articolo possiamo senz’altro affermare che guardare al passato non è utile alla causa e che comunque al di la delle soluzioni temporanee per far fronte ai numerosi bisogni dei minorati della vista sarà necessario portare avanti una nuova iniziativa di lotta e di sensibilizzazione per ripristinare un sacrosanto diritto da parte dei disabili. Le strategie future infatti dovranno essere concordate con le realtà interessate e più bisognose quindi con l’apporto della Federazione Nazionale dell’Associazione dei Disabili e anche con la Federazione Italiana Superamento Handicap.


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