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IL FORUM ITALIANO SULLA DISABILITÀ CONTRO LA LEGGE DI STABILITÀ: NO AL TAGLIO DELLE INDENNITÀ PER LE PERSONE CON DISABILITÀ GRAVE
La legge di stabilità del governo prevede tra le altre misure la proposta di tassare le indennità di accompagnamento in base al reddito e, misura ancora più odiosa, limitarla per l’età. Se il testo diventasse legge, a chi supera un reddito lordo superiore ai 40mila euro (70.000 se coniugato) non verrà più concessa l’indennità di accompagnamento. Chi ne è già titolare non avrà più rivalutazioni. Una proposta già bloccata varie volte in passato dalle forti proteste delle organizzazioni di persone con disabilità e dei loro familiari. Infatti, l’indennità di accompagnamento è l’unica misura rilasciata al solo titolo di indennizzo che permette alle persone con disabilità grave di compensare – seppure in maniera molto limitata (a costi di mercato corrisponde a circa 35 ore di assistenza al mese) – gli ostacoli, barriere e discriminazioni che impediscono di partecipare in condizioni di eguaglianza con gli altri cittadini, come afferma la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata da 137 paesi tra cui l’Italia e dalla stessa Unione Europea. L’Alto Commissario sui diritti umani delle Nazioni Unite ha più volte ricordato che tagliare i fondi di sostegno all’inclusione delle persone con disabilità rappresenta un provvedimento che va contro i principi della Convenzione che l’Italia ha sottoscritto.

In assenza di politiche efficaci che rimuovano barriere ed ostacoli nei trasporti, negli edifici pubblici e aperti al pubblico, nei luoghi di informazione e comunicazione, di sostegni adeguati per vivere in comunità e godere su una base di eguaglianza con gli altri cittadini delle libertà fondamentali e dei diritti umani, il Forum Italiano sulla Disabilità, che rappresenta le associazioni italiane in Europa presso l’European Disability Forum (EDF), denuncia questo provvedimento come una violazione dei diritti umani, soprattutto in un momento di crisi economica. Infatti la condizione delle persone con disabilità negli ultimi anni si è andata impoverendo proprio a causa della riduzione dei fondi per servizi destinati alla equalizzazione di opportunità e alla non discriminazione. “L’indennità – ha dichiarato Tommaso Daniele presidente del FID – ha permesso a centinaia di migliaia di persone di non essere segregate in istituto e di vivere con le proprie famiglie nella società. È incredibile che nel 2013 ci sia ancora chi pensa di farci tornare indietro di 50 anni. Non ci faremo rinchiudere più, difenderemo i nostri diritti umani che la gran parte del mondo ci riconosce!”.

Il direttivo del FID, stigmatizzando la modesta cifra inserita sulle persone non autosufficienti e l’incertezza sul finanziamento del fondo per le politiche sociali, esprime la più ferma opposizione al provvedimento iniquo e mette in stato di allerta i suoi associati per prepararsi alla mobilitazione con tutte le forme di lotta democratica possibili.

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