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L’INCERTO FUTURO DELLA RIABILITAZIONE VISIVA IN ITALIA
L’INCERTO FUTURO DELLA RIABILITAZIONE VISIVA IN ITALIA
Al Policlinico Gemelli un incontro con gli addetti ai lavori per
discutere le criticità attuali

Come già riferito in un articolo precedente, con la Legge di Stabilità
varata dal nostro Governo nei mesi scorsi, i contributi a disposizione
delle Regioni, disposti dalla legge 284/97 per la creazione e il
potenziamento dei centri di riabilitazione visiva, sono stati ridotti da
oltre due milioni cinquecentomila euro a soli centosessantamila.
Ovviamente, il taglio del finanziamento creerà notevoli problemi sul
territorio, tenuto conto che molte delle Regioni utilizzavano i fondi
della 284/97 in modo improprio, ovvero per la gestione ordinaria dei
centri esistenti, se non per iniziative che nulla avevano che fare con
la riabilitazione.
Il Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità
e la Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti della IAPB ha organizzato un
incontro, svoltosi al Policlinico Gemelli il 24 gennaio u.s., per
analizzare la situazione con gli addetti ai lavori e promuovere tutte
quelle iniziative che possano favorire la sopravvivenza dei Centri di
riabilitazione visiva; è inaccettabile che, dopo tutto l’impegno e il
lavoro svolto in questi anni, competenze e servizi destinati alla
riabilitazione visiva, vadano perduti.
Oltre a numerosi operatori dei Centri di riabilitazione visiva sparsi
sul territorio, all’incontro erano presenti anche i rappresentanti di
alcune Amministrazioni regionali nonché funzionari del Ministero della
Salute. Dopo le relazioni di rito, si è scatenata una protesta diffusa
che ha evidenziato l’estrema difficoltà operativa di svariati centri che
sopravvivono, in molti casi, grazie al volontariato dei professionisti
che vi operano.
Molti presenti hanno evidenziato che la legge 833/78 all’art. 26
indicava tra i compiti delle allora nascenti ASL, oltre alla
prevenzione, anche la riabilitazione sensoriale (e quindi visiva):
un’indicazione questa che mai è stata tradotta in concreto, sottraendo
un solido riconoscimento all’operatività dei centri. E’ stato inoltre
ricordato che il LEA esistente (acronimo di Livelli Essenziali di
Assistenza, che si traducono nelle tariffe per le prestazioni
ambulatoriali) prevede unicamente la riabilitazione del cieco, e non
dell’ipovedente, creando ulteriori problemi.
Nel 2008, una Commissione ministeriale predisposta per lo specifico
aggiornamento del LEA aveva previsto anche l’inserimento della
riabilitazione visiva: ciò avrebbe risolto definitivamente la
situazione, ma per ragioni economiche il documento non è mai stato
tradotto in un atto; sarebbe sufficiente recuperare quelle due-tre voci
attinenti la riabilitazione visiva dal lavoro svolto dalla commissione
di cui sopra e porle in essere per rendere attuativo quanto indicato a
suo tempo nell’art. 26 della legge 833/78.
Molti altri problemi sono stati trattati nel contesto dell’incontro:
dall’annosa questione dell’aggiornamento del Nomenclatore Tariffario
delle Protesi, mai aggiornato dal 2001 malgrado tutta la nuova
strumentazione tecnologica immessa da allora sul mercato, al problema
delle linee guida della riabilitazione visiva che variano sensibilmente
da centro a centro.
A chiudere questo breve resoconto, una buona notizia che riguarda
quest’ultimo punto: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto
che venissero formulate delle Linee Guida europee per la riabilitazione
visiva; entro il 2014 il Polo Nazionale della IAPB, riconosciuto dalla
stessa OMS come centro mondiale di riferimento, organizzerà degli
incontri con le varie figure professionali per predisporre linee guida
italiane condivise, ed entro il 2015, a Roma, il lavoro verrà
confrontato con quello di altri paesi europei per predisporre un
protocollo comune: i centri che lo accoglieranno ed attueranno saranno
ufficialmente riconosciuti a livello internazionale.
Al termine dell’incontro, i funzionari ministeriali presenti hanno
assicurato che, sebbene quanto discusso non rientri nelle competenze dei
dipartimenti da loro rappresentati, provvederanno ad evidenziare ai
dipartimenti competenti in materia quanto emerso e si adopereranno ad
organizzare incontri specifici sul tema.
Se son rose fioriranno?
Di Angelo Mombelli

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