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L’UNIONE ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI CHIEDE RISORSE E SERVIZI PER UN MILIONE DI CITTADINI IN TUTTA ITALIA
Il Consiglio Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, riunito nei giorni 22 e 23
Novembre in Tirrenia, intende esprimere fortissime preoccupazioni relative alla legge di stabilità e alla legge di bilancio del 2015, attualmente in discussione alla Camera, con le quali vengono praticamente azzerate le risorse a disposizione dell’associazione e quindi della vasta platea degli utenti privi della vista. Tali risorse, infatti, sono necessarie a garantire a più di un milione di cittadini con disabilità visiva servizi essenziali per i quali l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti è delegata da una legge dello Stato: la 1047 del 1947. I servizi sono innumerevoli e vengono esplicati sia a livello nazionale sia a livello territoriale in tutte le province: la formazione professionale, il supporto all’integrazione scolastica, il libro parlato, il servizio di consulenza e di assistenza delle persone anziane, le attività ricreative, sportive, di integrazione e aggiornamento lavorativo e molti altri aspetti della vita quotidiana che rischiano di deteriorarsi in modo irrimediabile per tante persone già colpite da una condizione di disabilità giudicata gravissima anche dall’organizzazione mondiale della sanità. Il lavoro, la scuola, la mobilità, la cultura, le minorazioni aggiuntive, l’assistenza, i servizi, sono un dovere inderogabile per lo Stato e sono un diritto inalienabile per noi: un diritto umano basilare, il diritto a una vita dignitosa e meritevole di essere vissuta. Quel diritto riconosciuto è sancito anche dalla Convenzione dell'ONU contro le discriminazioni e dalla Carta Sociale Europea, oltre che dalla nostra Carta Costituzionale. I ciechi e gli ipovedenti italiani, dunque, esigono con fermezza dallo Stato il diritto a vivere la loro vita con dignità e con la certezza di una continuità nel ricevere tutti quei servizi che l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti offre loro ogni giorno a titolo assolutamente gratuito. L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti chiede pertanto al Governo e al Parlamento di apportare alla legge di stabilità in Senato quelle correzioni che non si sono potute apportare alla Camera per motivi puramente tecnici, al fine di restituire certezze, serenità e dignità a quella vasta platea di persone già poste in condizione di grande disagio a causa di una minorazione gravissima e altamente invalidante. Il Consiglio Nazionale, a sostegno di tale ragionevole richiesta e a rafforzamento di tale legittima aspettativa dei ciechi e degli ipovedenti italiani, mentre attende dal Governo e dal Parlamento una azione chiara e rassicurante, proclama l'immediata mobilitazione generale della categoria, riservandosi di sviluppare ogni iniziativa utile sia sul piano locale sia su quello nazionale, a partire dall'apertura di un dialogo con i Prefetti di tutte le province italiane, ma senza escludere la possibilità di organizzare una grande manifestazione a Roma nelle prossime settimane. L’Unione, tuttavia, confida sulla lungimiranza e sulla sensibilità delle donne e degli uomini del Governo e del Parlamento, fiduciosa che sapranno trovare soluzioni equilibrate e rispettose della dignità di cittadini già tanto provati dalle difficili condizioni della propria esistenza di tutti i giorni. Nell’approssimarsi del 13 dicembre, festa di Santa Lucia protettrice dei ciechi, ricorrenza nella quale il Consiglio Nazionale sarà ricevuto dal Santo Padre Papa Francesco in udienza speciale, formuliamo fervidi voti perché i rappresentanti del Governo e delle istituzioni della Repubblica sappiano trovare le necessarie, per quanto modestissime risorse, volte ad assicurare ai ciechi e agli ipovedenti italiani il diritto a una esistenza dignitosa, cittadini tra i cittadini, eguali tra gli eguali. Il Consiglio rinnova pertanto il suo appello accorato al Parlamento e al Governo perché vogliano compiere un piccolo atto di umanità verso una categoria di persone già così aspramente flagellate dalla sorte, mentre alla cittadinanza, alle forze politiche, sociali e sindacali, rinnova la richiesta di solidarietà e sostegno perché vengano accolte le richieste dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Mario Barbuto
Presidente Nazionale

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