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LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE COLA
"Da più parti mi viene chiesto un parere, un pensiero, un'impressione circa la partecipazione di Jerry (non vedente) al Grande Fratello.


Con mia sorpresa, questo accade un po' ovunque, per strada, a lavoro e c'è persino chi mi ha chiamato al telefono. Probabilmente non dovrei essere sorpreso in quanto il fatto è sicuramente una novità nel panorama televisivo nazionale, poiché in questo genere di trasmissioni la nostra categoria non ha mai partecipato. Debbo dire di aver faticato non poco per acquisire un po' tutte le informazioni e posizioni inerenti il caso, cogliendone sia gli aspetti positivi, sia quelli negativi. Entrando nello specifico, potrei affermare che l'opinione pubblica che segue il GF, giovani, curiosi, adulti con un po' di tempo libero, opinionisti, probabilmente conosceranno qualcosa di relativo alla problematica della cecità. I ciechi, infatti, non debbono essere visti né come extraterrestri né come persone totalmente incapaci di vivere una vita serena e pressoché normale: questo perché il non vedente, attraverso l'utilizzo di appositi strumenti, può inserirsi tranquillamente nella vita quotidiana. Proseguendo nella mia osservazione, potrei dire che nel mondo dei minorati della vista, come nel mondo di tutti, esistono situazioni, persone e capacità diverse che a loro volta determinano percorsi di vita differenti. Potrei aggiungere un esempio: quante persone normodotate non sanno come cavarsela in tanti aspetti della vita? D'altro canto, si può affermare che molte persone divenute cieche in età adulta o i bambini che devono crescere e costruirsi una vita convivendo con la cecità, dimostrano che questa condizione rappresenta una problematica che va affrontata caso per caso, in quanto gli individui sono fortunatamente diversi fra loro. A conclusione di questo mio pensiero, mi sento di affermare che gli obiettivi della partecipazione di Jerry al programma sono buoni, ma i rischi stanno nel lanciare il messaggio sbagliato che tutti i ciechi sono in grado di vivere una vita autonoma e realizzarsi in tutti i campi, quasi fossero dotati di straordinari poteri che in qualche modo compensano la cecità. Questo pensiero errato appiattisce, così, la complessità individuale di ciascuna persona e impoverisce la problematicità di tale condizione; in quanto le conquiste sono il risultato di un percorso che non tutti, persone disabili e non, riescono a compiere, dipendendo esso dalle capacità e potenzialità peculiari di ciascun individuo.


Un ulteriore rischio sta nell' eventualità che si scada nel "trash" come frequentemente accade in questi programmi, dove l' esigenza di fare audiance conduce, spesso, alla spettacolarizzazione di tematiche e vissuti con la conseguente tendenza a formulare giudizi e commenti o estremi o particolarmente banali.


In definitiva, volendo cogliere un aspetto positivo della vicenda, potrei dire che Jerry, con la sua partecipazione al GF può insegnare una cosa a tutti: che alcune barriere si possono superare, ma occorre una buona ed adeguata informazione e collaborazione.""

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