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“ZINGARETTI E LENA ALLA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA LEGGE SUL WELFARE”
“ZINGARETTI E LENA ALLA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA LEGGE SUL WELFARE”

Comunicato del 29/07/2016

Un investimento di 291 milioni per i prossimi anni per costruire "una vera rivoluzione del welfare in tutto il Lazio".

Cosi' il Presidente della Regione Nicola Zingaretti, l'Assessore regionale alle Politiche Sociali Rita Visini e il Presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute Rodolfo Lena hanno presentato nei locali del Centro Salesiani Don Bosco di via Marsala, a Roma, il programma - con i relativi stanziamenti - che ha il suo fulcro nella riforma dei servizi sociali approvata il 16 luglio scorso dal Consiglio regionale.
“Siamo intervenuti su una legge vecchia vent’anni – ha dichiarato il Presidente Lena - vent’anni in cui il mondo è cambiato, così come sono cambiati i bisogni dei cittadini e si sono purtroppo contratte le risorse pubbliche destinate al welfare. Con l’approvazione della proposta di legge colmiamo un grande ritardo da parte dell’istituzione Regione e ne siamo orgogliosi. Come ho già avuto modo di dire – prosegue Lena – si è giunti a questo risultato dopo un lungo ciclo di audizioni (circa 70 ) tenute a partire dai primi mesi dall’insediamento della nuova legislatura.
Obiettivo principale della riforma è definire un modello di welfare regionale più aperto alla partecipazione dei soggetti pubblici e privati che operano nel sociale; più efficiente ed efficace sotto il profilo della programmazione, dell'organizzazione e della gestione dei servizi; più attento ai bisogni delle persone più deboli e fragili sia dal punto di vista sociale che sanitario. Il Lazio potrò così contare su un welfare "plurale", con un sistema allargato di governo basato sulla gestione dei servizi da parte dei comuni in forma associata. Terzo settore, associazionismo, cooperazione e impresa sociale saranno chiamati ad una partecipazione sistematica alla programmazione degli interventi per promuovere la progettualità e l'innovazione sociale
La riforma ha tre obiettivi e quattro azioni principali: gli obiettivi sono il potenziamento dei servizi rivolti ai soggetti fragili, l'alleggerimento dei carichi per le famiglie più in difficoltà e il benessere per i 'fragili' e i loro cari. Le quattro azioni invece riguardano lo sviluppo dei servizi per le famiglie con bambini nella prima infanzia (78 milioni), i servizi per le famiglie che vivono con anziani over 75 non pienamente autosufficienti (94 milioni), progetti sportivi per i minorenni dei nuclei familiari più vulnerabili (7 milioni), e interventi di contrasto alla povertà - la fetta più importante, 112 milioni di euro - che comportano misure di inclusione attiva. Nel capitolo dedicato alle famiglie con bambini, il piano regionale prevede l'apertura di nuovi asili nido (pubblici, privati, aziendali), buoni-servizio alle famiglie per il pagamento della retta dell'asilo nido, sviluppo dei servizi integrativi per la prima infanzia (nidi familiari, spazi baby, sostegno alle neomamme, ecc.), miglioramento della qualità dei servizi, per garantire ad ogni famiglia di poter lasciare il proprio figlio in mani sicure.

Riguardo invece ai servizi rivolti ai nuclei con anziani, la Regione varerà buoni-servizio per favorire l'accesso ai servizi di cura (assistenza domiciliare diretta e indiretta, centri diurni e di socializzazione, ecc.) anche ai nuclei familiari a basso reddito, permettendo un graduale e parziale ritorno all'attività lavorativa dei caregiver intrafamiliari, promuoverà l'apertura di nuovi servizi di accoglienza e prossimità per gli anziani (centri diurni, assistenza leggera, telesoccorso, ecc.), formerà assistenti familiari e creerà registri di accreditamento di professionisti e di fornitori di servizi di cura, per aumentare la qualità dei servizi.

In merito allo sport, invece, si prevedono interventi che garantiscono l'educazione sportiva a tutti i minori facilitando contestualmente il ritorno all'attività lavorativa dei genitori, e lo sviluppo di reti tra agenzie educative, sportive, sociali e del lavoro, per la presa in carico complessiva dei nuclei familiari fragili.

Riguardo infine al contrasto alla povertà, la riforma Visini vuole garantire il coordinamento degli interventi regionali di implementazione del SIA (Sostegno all'Inclusione Attiva) e del PON Inclusione (Programma Operativo Nazionale), per garantire efficacia strutturale agli interventi nazionali; l'orientamento della misura 6.1 dei Piani di Zona 'Contrasto alla povertà a complemento della programmazione nazionale e il finanziamento di progetti di contrasto alla povertà estrema attuati dal terzo settore, attraverso uno specifico bando regionale.



Monica Moriconi

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