Benvenuti nel sito dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sez. Prov.le di Frosinone – "ONLUS"
 home
    cerca
    mappa
 
Oggi:
L'associazione
Organigramma
Dove siamo
La nostra Storia
Comitati
Scopi e finalità
Servizi
Accompagnamento
Consulenza Scolastica
Libri
Legislazione
Assistenza pensionistica e fiscale
Anziani
Lavoro
Enti Collegati
U.Ni.Vo.C.
I.Ri.Fo.R.
A.S.D.
Stamperia Braille
Prevenzione Cecità
Siti Consigliati
Tiflologia
Ausili
Comunicati
Avvisi
Iscriviti alla Mailing List
Servizio Civile
Progetti
I nostro Volontari
Immagini
Mostra Tiflotecnica
Momenti belli
Versioni Precedenti
UIC vers. 1.0
UIC vers. 2.0
UIC vers. 3.0
Sito web della Regione Lazio
Seguici su Facebook
Area Riservata
Entra
DISABILI VISIVI: PRIMO TEST PER MISURARE L’INTELLIGENZA NON VERBALE NEI BAMBINI
Con la giusta diagnosi favoriti sviluppo delle autonomie, inserimento scolastico e integrazione sociale.

Un test “aptico” per la misurazione dell’intelligenza non verbale dei bambini in età evolutiva (10/16 anni) con disabilità visiva è stato messo a punto dal Centro Regionale Sant’Alessio per i ciechi di Roma, con il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica dell’Università Sapienza e la collaborazione del Polo Scientifico IAPB. La ricerca, unica in Italia e terza al mondo, mira a valutare con esattezza le abilità cognitive del minore, scongiurando così diagnosi errate di ritardi cognitivi nei bambini ciechi o ipovedenti che, a causa della loro disabilità maturano strategie cognitive individuali e diverse rispetto ai coetanei vedenti.
“Il test, ancora in fase di sperimentazione, è l’unico dedicato ai minori che si avvale dell’esplorazione tattile per la misurazione dell’intelligenza, al di là degli apprendimenti scolastici e culturali – dichiara Carolina Cassar, psicologa e dottore di ricerca in psicologia dinamica e clinica, che ha svolto lo studio scientifico -. Abbiamo selezionato due campioni di bambini, con disabilità visiva e vedenti, ai quali abbiamo somministrato delle prove cognitive, procurando di bendare i vedenti e gli ipovedenti, in modo da realizzare condizioni standardizzate – spiega Cassar –. I soggetti, presi singolarmente, hanno esplorato delle matrici tattili e completato l’organizzazione sulla base di correlazioni logiche. La ricerca, durata tre anni, ha dimostrato che lo strumento ha attendibilità e validità elevate e quindi è utile per valutare le abilità logiche, di rappresentazione mentale dello spazio, di apprendimento esperienziale e di coping nel minore con disabilità visiva – ha concluso Cassar”.
“Conoscere le effettive potenzialità cognitive di un bambino non vedente o ipovedente permette di effettuare un intervento riabilitativo mirato – ha dichiarato Maria Macrì, neuropsichiatra infantile e direttore medico del Centro Regionale Sant’Alessio -. In assenza di strumenti di misurazione scientifica dell’intelligenza standardizzati per non vedenti, infatti, si rischia non stimare adeguatamente le reali potenzialità di un bimbo, e quindi di compromettere o ritardare l’acquisizione delle tappe evolutive. Il Sant’Alessio da oltre un decennio è impegnato nella ricerca di strumenti utili e ha fattivamente collaborato alla realizzazione di questo strumento che ora dovrà essere ampliato anche alla fascia d’età 4/10 anni, età su cui intervenire per prevenire difficoltà nello sviluppo e negli apprendimenti scolastici. A questo punto l’impiego di questo test potrà davvero garantire una migliore definizione dell’approccio terapeutico e scolastico – ha concluso la dottoressa Macrì”.
(Il Faro on line)

Torna all'Elenco delle Notizie
Ritorna all'Home Page
Torna su

UICI - Frosinone 
via M.T. Cicerone n°120  tel. 0775 270 781  fax 0775 270 536
Sito web realizzato con la collaborazione dell'Associazione Guidiamoci