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SERVIZIO TIFLODIDATTICO: LA GESTIONE AL SANT'ALESSIO SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE
Il Presidente dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti del Lazio esprime soddisfazione per il traguardo raggiunto sinergicamente per affidare al Centro Regionale il servizio di assistenza specialistica nelle scuole di ogni ordine e grado. Ciò avviene su tutto il territorio regionale in modo uniforme.
L’U.I.C.I. ha perseguito tale obiettivo da anni, ovvero da quando sono cessate le competenze delle Amministrazioni provinciali in materia di assistenza ai disabili sensoriali.
Obiettivo futuro, dichiara il Presidente Regionale U.I.C.I. Lazio, Claudio Cola, rimane quello della costituzione di un fondo unico in accordo con gli assessorati competenti, per la gestione mirata e qualitativamente elevata dei servizi.
Riportiamo per i nostri gentili lettori, il comunicato del Centro Regionale Sant’Alessio di Roma.
Organtini “Attenzione mirata alle necessità degli studenti e valorizzazione del tiflodidatta: è una rivoluzione”.

Importanti novità per gli studenti disabili visivi e per le loro famiglie. Alla riapertura delle scuole, per la prima volta, gli alunni non vedenti o ipovedenti troveranno il tiflodidatta in aula, per avviare sin dal primo giorno gli interventi a supporto del discente. È questa solo una delle importanti novità nei servizi tiflodidattici introdotte dalla Regione Lazio che, per migliorare la qualità degli interventi, ha deciso di affidare al Sant’Alessio la gestione del servizio in tutto il territorio laziale.
Viene, per esempio, introdotto l’obbligo per le scuole di indicare per ciascun allievo le aree su cui il tiflodidatta insieme all’istituzione scolastica dovrà concentrare il proprio lavoro: area percettivo-sensoriale; prerequisiti all’apprendimento, processi di apprendimento, comunicazione; mobilità, orientamento nello spazio e nel tempo; autonomia; relazioni interpersonali; inclusione sociale; fattori ambientali; predisposizione del materiale didattico accessibile; ausili tiflodidattici e tifloinformatici. Questa prima rilevazione servirà per la redazione di un progetto, utile garantire sin da subito un intervento mirato ed appropriato alle esigenze del discente e ad orientare il lavoro degli insegnanti e del tiflodidatta.

Viene poi introdotto l’obbligo per il tiflodidatta di tenere aggiornato un “Diario di Lavoro” che registri le presenze e la programmazione dell’intervento. Il Diario di lavoro sostituirà il “foglio firma” attraverso il quale, fino all’anno scorso, il tiflodidatta attestava meramente la sua presenza in aula, e sarà uno strumento indispensabile per pianificare e registrare i progressi dell’alunno. Trimestralmente, poi – è anche questa una novità – il tiflodidatta dovrà registrare il livello di competenza acquisito dall’alunno, che viene dichiarato con una scala da “E” ad “A”, dove con la prima lettera si indicherà il massimo grado di competenza, ovvero il raggiungimento dell’obiettivo fissato.

L’accordo con la Regione Lazio regola anche la stessa presenza del tiflodidatta nella scuola ed i suoi rapporti con gli insegnanti curriculari, secondo le linee guida di seguito riportate.

«Abbiamo raggiunto un importante obiettivo per rispondere alle esigenze degli alunni e valorizzare la figura professionale del tiflodidatta che riveste un ruolo importante nel processo di apprendimento scolastico e raccorda tutte le attività, dalla riabilitazione alle iniziative per la socializzazione e l’inclusione – ha dichiarato il direttore generale del Sant’Alessio, Antonio Organtini. Per garantire la migliore attuazione di questo piano, sono già partiti degli incontri tra l’Ufficio scolastico del Centro e la rete territoriale dei tiflodidatti, incontri che si svilupperanno per tutto l’anno, finalizzati a fornire strumenti, strategie e metodo utili per fronteggiare le diverse fasi dell’intero processo. Abbiamo rivoluzionato l’intero processo che mira a creare le migliori condizioni per favorire l’apprendimento da parte degli alunni con disabilità sensoriale».

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