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TRASPORTO DISABILI IN TILT, ESPOSTO IN PROCURA IL COMUNE: «SPESE RIMBORSATE ALLE FAMIGLIE»
LA POLEMICA «Domani? Non sappiamo ancora se verrà un pulmino a prendere i nostri ragazzi che già la settimana scorsa ci sono rimasti malissimo». I "nostri ragazzi" sono giovani affetti da autismo grave e gravissimo, figli di un gruppo di genitori di Monteverde che martedì scorso si aspettavano di andare in piscina, come sempre, e invece sono rimasti a terra ad aspettare invano davanti alla fermata della metro Eur Fermi perché il servizio di trasporto disabili fa acqua da tutte le parti. Nessuno li aveva avvertiti di possibili disagi. E mentre il Comune dice che si risolverà tutto in due settimane ha predisposto un accesso ai rimborsi per chi si è dovuto, e si dovrà, organizzare da solo fino al 31 ottobre. Altro che due settimane, insomma. Ragion per cui le opposizioni si sono mobilitate e il vicepresidente dell'Assemblea capitolina Francesco Figlio- meni (Fdl) ha anche presentato un esposto in procura per denunciare l'interruzione di servizio pubblico. «Sono talmente inefficienti che annunciano un servizio e non riescono a farlo partire nei tempi previsti», attacca Giovanni Zannola (Pd). «È la prima volta che si interrompe un servizio così importante», commenta Giuliano Frittelli, presidente dell'Unione Italiana Ciechi di Roma (150 iscritti sono rimasti a piedi). Prima che cambiassero le regole per volere dell'amministrazione M5S c'erano seimila auto a svolgere il servizio. Ora sono solo m 300 mentre la platea dei disabili beneficiari del servizio è quasi raddoppiata passando da 500 a 852. Per correre ai ripari, e per sventare la manifestazione di protesta prevista oggi m Campidoglio, il Comune ha convocato un Osservatorio sul tema.
ORARI DIVERSI «Siamo contrari al sistema del rimborso perché l'utente deve anticipare i soldi. Non va bene», dice Frittelli. «Non vogliamo i rimborsi, vogliamo il servizio che ci spetta», dice Paolo, un genitore che da una settimana sta prendendo ore di permesso al CAOS A SETTE GIORNI DALL'AVVIO DEL SERVIZIO. LA PROTESTA DEGLI UTENTI: «NON SIAMO DISPOSTI AD ANTICIPARE I SOLDI» lavoro per accompagnare il figlio e altri ragazzi. Anche perché gli sono stati proposti dal nuovo gestore orari non compatibili. E quindi centinaia di utenti hanno dovuto organizzarsi con mezzi privati o con altri vettori. Pagandoli di tasca propria. «Ci scusiamo ancora con gli utenti per i disagi degli ultimi giorni», ha detto l'assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese annunciando il sistema di rimborsi valido per tutto il mese. Ma la situazione non sembra migliorare. «Abbiamo mandato lettere Pec al disability manager, al dipartimento Mobilità, ma ad oggi non sappiamo nulla, non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione proprio come una settimana fa», denuncia Nicola Pintus, presidente del progetto Filippide. E quindi cosa succederà? «Succederà che i ragazzi autistici rimarranno a casa, pagheranno loro che sono i più fragili questo caos».

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