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COS' Č L'ASSISTENZA SPECIALISTICA
Per assistenza specialistica si intende un servizio ad personam che deve essere fornito al singolo studente con disabilità per sopperire ai problemi di autonomia e/o comunicazione sussistenti nello stesso. Tale servizio viene fornito in aggiunta, e non alternativamente, all’assistente igienico-personale, all’insegnante di sostegno e agli insegnanti curricolari. Affrontare, in generale, il tema dell’integrazione scolastica dello studente con disabilità è compito arduo, soprattutto rispetto ad un suo aspetto peculiare, quello dell’assistenza all'autonomia e alla comunicazione, che non va confusa con l’assistenza igienico-personale (o cosiddetta "assistenza di base").

L’assistenza igienico personale, infatti, deve essere fornita, tendenzialmente, a tutti gli studenti con disabilità da parte dei collaboratori scolastici (ex bidelli), così come previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Comparto Scuola del 16 maggio 2003, nonché dalla Nota del Ministero, protocollo n.3390 del 30 Novembre 2001.


Tale servizio consiste - come afferma la contrattazione collettiva - nel prestare «ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale…». Per svolgere questa mansione, i collaboratori scolastici hanno diritto a frequentare un corso di formazione e a ricevere un premio incentivante in busta. Il Dirigente Scolastico, invece, ha l’obbligo di assicurare il diritto all’assistenza (si veda ancora la citata Nota Ministeriale 3390/01)


Qualora l’assistenza di base non venga garantita allo studente disabile, la famiglia deve diffidare con lettera il Dirigente Scolastico a garantire il servizio, ovvero ad attivare anche l’azione disciplinare nei confronti dei dipendenti inadempienti. Nonostante tali disposizioni, si sono registrati alcuni ritardi nella formazione del personale scolastico e al fine di non far mancare agli studenti con disabilità l’assistenza di base, si è previsto (come è accaduto ad esempio in Sicilia) che i Comuni, in sostituzione dell’Ente scolastico, potessero contribuire a fornire il personale che spesso, viene offerto agli istituti scolastici mediante aggiudicazione di enti privati. Con Legge della Regione Sicilia n. 15 del 5 novembre 2004, articolo 22, si è statuita, infatti, la competenza dei Comuni singoli o associati e delle Province Regionali «ad erogare in aggiunta al servizio di trasporto dal domicilio alle strutture scolastiche, il servizio di assistenza igienico personale ed altri servizi specialistici come già disposta dalle ll.rr. N° 68/81, N° 16/86 e 6/00» (si veda in tal senso la Circolare n. 3 del 7 marzo 2005, prodotta dall’Assessorato della Regione Sicilia alla Famiglia.


L’erogazione del suddetto servizio da parte degli Enti Pubblici locali, ovviamente, rappresenta una soluzione temporanea da adottare finché gli organi scolastici non godranno di proprio personale formato.



L'assistente all’autonomia e alla comunicazione nella legislazione vigente


L’assistente all’autonomia e alla comunicazione è previsto dai seguenti atti normativi:

- Articoli 42-45 del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 24 luglio 1977, n. 616.

-Articolo 13, comma 3 della Legge 104/92.


L’articolo 42 del DPR 616/77, intitolato Assistenza scolastica, afferma: «Le funzioni amministrative relative alla materia dell'"assistenza scolastica" concernono tutte le strutture, i servizi e le attività destinate a facilitare mediante erogazioni e provvidenze in denaro o mediante servizi individuali o collettivi, a favore degli alunni di istituzioni scolastiche pubbliche o private, anche se adulti, l'assolvimento dell'obbligo scolastico nonché, per gli studenti capaci e meritevoli ancorché privi di mezzi, la prosecuzione degli studi.


Le funzioni suddette riguardano, fra l'altro,: gli interventi di assistenza medico-psichica; l'assistenza ai minorati psico-fisici; l'erogazione gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole elementari”. L’articolo 13, comma 3 della Legge 104/92 afferma invece: «Nelle scuole di ogni ordine e grado, fermo restando, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e successive modificazioni, l'obbligo per gli enti locali di fornire l'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali, sono garantite attività di sostegno mediante l'assegnazione di docenti specializzati». La figura nasce, quindi, dal riferimento del secondo comma dell’articolo 42 del DPR 616/77 («assistenza ai minorati psico-fisici»), nonché da questo ultimo articolo 13, comma 3, come riferito («l'obbligo per gli enti locali di fornire l'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali»). L’assistente all’autonomia e alla comunicazione è un'assistenza specialistica ad personam (è infatti definito anche "assistente ad personam") che dev'essere fornito al singolo studente con disabilità - in aggiunta all’assistente igienico-personale, all’insegnante di sostegno e agli insegnanti curricolari - per sopperire ai problemi di autonomia e/o comunicazione sussistenti nello studente. La tradizionale applicazione di questo istituto ha avuto quali principali destinatari gli studenti con disabilità di comunicazione (udito e parola), ma una corretta lettura del dettato normativo ha consentito la giusta diffusione dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione anche ad altre tipologie di disabilità. Il citato articolo 42, nell’affermare l'assistenza ai minorati psico-fisici, determinava già un ampio bacino di utenza, nonostante ciò, almeno in un primo momento, erano presenti delle perplessità interpretative, visto che l’articolo 13, comma 3 della Legge 104/92 si riferiva invece ad "alunni con handicap fisici o sensoriali".


L’interpretazione più corretta - anche alla luce della visione complessiva dell’integrazione dell’alunno disabile nell’ambiente scolastico e a garanzia del concreto ed effettivo diritto all’istruzione - si ritiene debba fondarsi sulla necessità di garantire l’assistenza specialistica ad personam a tutti gli studenti con disabilità fisica, psichica o sensoriale, la cui gravità o limitazione di autonomia, determini l’inevitabile necessità di assistenza per un regolare apprendimento delle nozioni scolastiche (orientato in questo senso è anche l'Accordo emanato dalla Conferenza Stato-Regioni il 20 marzo 2008).


È evidente, pertanto, che all’assistente per l’autonomia e comunicazione competano funzioni specifiche che differenziano questa figura dall’insegnante di sostegno, con cui deve, comunque, cooooperare in sinergia, secondo gli obiettivi del PEI (Piano Educativo Individualizzato).


L’assistente all’autonomia e alla comunicazione è quindi un operatore che media la comunicazione e l'autonomia dello studente disabile con le persone che interagiscono con lui nell’ambiente scolastico e ciò può compiersi anche mediante strategie e ausili necessari per garantire un’interazione efficace. La procedura di assegnazione dell’assistente specialistico deve essere frutto dell’azione sinergica dei diversi organi chiamati a garantire l’integrazione scolastica dell’alunno disabile. Innanzitutto nella certificazione della USL e nella diagnosi funzionale occorre che venga riconosciuta (o meno) la necessità di questa figura di assistenza. Sarà quindi lo stesso Gruppo Multidisciplinare (in cui siedono Scuola, USL ecc.), ovvero il Gruppo di Lavoro operativo di cui all’articolo 15, comma 1 della Legge 104/92, a completare le necessità e le modalità; il Dirigente Scolastico, invece, dovrà farsi portavoce presso l’Ente Pubblico locale, richiedendo per tempo di fornire l’assistente specializzato all’alunno nella figura professionale individuata dalla USL. La competenza a fornire il servizio è dei Comuni per le scuole elementari e medie, della Provincia per le scuole superiori (articolo 139 del Decreto Legislativo 112/98). Dall'articolo 3, comma 1 del DPR del 24 febbraio 1994, per diagnosi funzionale "si intende la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psicofisico dell'alunno in situazione di handicap, al momento in cui accede alla struttura sanitaria per conseguire gli interventi previsti dagli articoli 12 e 13 della legge n. 104 del 1992".


Posto che la diagnosi funzionale stessa è «finalizzata al recupero del soggetto portatore di handicap», essa «deve tenere particolarmente conto delle potenzialità registrabili in ordine ai seguenti aspetti:

- cognitivo, esaminato nelle componenti: livello di sviluppo raggiunto e capacità di integrazione delle competenze;

- affettivo-relazionale, esaminato nelle componenti: livello di autostima e rapporto con gli altri;

- linguistico, esaminato nelle componenti: comprensione, produzione e linguaggi alternativi;

- sensoriale, esaminato nella componente: tipo e grado di deficit con particolare riferimento alla vista, all'udito e al tatto;

- motorio-prassico, esaminato nelle componenti: motricità globale e motricità fine;

- neuropsicologico, esaminato nelle componenti: memoria, attenzione e organizzazione spazio temporale;

- autonomia personale e sociale [grassetti nostri, N.d.R.].


Il profilo dinamico funzionale «descrive in modo analitico i possibili livelli di risposta dell'alunno in situazione di handicap riferiti alle relazioni in atto e a quelle programmabili». Lo stesso dovrebbe evidenziare, quindi, il mutamento di risposta e di livelli raggiungibili dall’alunno con o senza assistenza specialistica, indicandocene la necessità e la qualità/quantità


Operare in questo modo ci permette di attuare un Piano Educativo Individualizzato rispettando ciò che la legge realmente prevede, ovvero - citando sempre dal DPR del 24 febbraio 1994 (articolo 5) - «il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l'alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all'educazione e all'istruzione, di cui ai primi quattro commi dell'art. 12 della legge n. 104 del 1992; [...] che tiene presenti i progetti didattico-educativi, riabilitativi e di socializzazione individualizzati, nonché le forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche, di cui alla lettera a), comma 1, dell'art. 13 della legge n. 104 del 1992». XXXX E, quindi, «Nella definizione del P.E.I., i soggetti di cui al precedente comma 2, propongono, ciascuno in base alla propria esperienza pedagogica, medico-scientifica e di contatto e sulla base dei dati derivanti dalla diagnosi funzionale e dal profilo dinamico funzionale, di cui ai precedenti articoli 3 e 4, gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all'educazione, all'istruzione ed integrazione scolastica dell'alunno in situazione di handicap. Detti interventi propositivi vengono, successivamente, integrati tra di loro, in modo da giungere alla redazione conclusiva di un piano educativo che sia correlato alle disabilità dell'alunno stesso, alle sue conseguenti difficoltà e alle potenzialità dell'alunno comunque disponibili». Si tratta, dunque, di un iter amministrativo tutto volto a garantire la certificazione delle «effettive esigenze rilevate» dell’alunno con disabilità, così come recitano le ultime Leggi Finanziarie che disciplinano le modalità di assegnazione degli insegnanti di sostegno. Qualora, quindi, dovesse esserci disomogeneità (mancato rispetto) tra la situazione di diritto certificata dagli enti competenti e la situazione di fatto vissuta in classe dall’alunno (numero non sufficiente di ore di sostegno, mancanza di assistente igienico-personale o mancanza di assistente per l’autonomia e la comunicazione), si può ragionevolmente richiedere l'immediato adempimento, nonché proporre azione giudiziaria a tutela dei diritti e degli interessi dello studente con disabilità. Il principio di cui all’articolo 34 della Carta Costituzionale - «La scuola è aperta a tutti» - non significa banalmente che la scuola è obbligata ad accogliere tutti, ma più efficacemente ad accoglierli e fornire loro l'istruzione, l'educazione e la socializzazione adeguata e proporzionata non solo alle condizioni psicofisiche, ma alla "dignità" dello studente quale essere umano e portatore di diritti e doveri.




Francesco Marcellino

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