Progetto per l'istituzione di
servizi di educazione permanente e di sperimentazione per attività
lavorative ed occupazionali per persone non vedenti e pluriminorate
Legge
28 agosto 1997, n. 284
1. PREMESSA
[articolo da "Fortissimamente",
Gennaio-Febbraio 2001, di Enrica Conti]
2. OBIETTIVI E FINALITÀ' DEL PROGETTO
3. DESTINATARI E TIPOLOGIA DEI SERVIZI: SCELTE ORGANIZZATIVE
4. MODALITA' DI ACCESSO AI SERVIZI
5. VERIFICA E CONTROLLO DEL PROGETTO
6. TUTOR
1. PREMESSA ^top
La Regione Lazio con Legge Regionale n. 8 del 14 gennaio 1987 ha istituito
il Centro S.Alessio-Margherita di Savoia per i ciechi, I.p.a.b. che ha come
finalità la realizzazione di interventi a favore dei ciechi di ambo
i sessi volti all'educazione, all'assistenza, alla formazione professionale,
alla riabilitazione, al recupero e alla integrazione sociale di tali soggetti.
Il Centro Regionale da anni e con qualificata esperienza professionale svolge
interventi a favore di disabili visivi (ciechi e ipovedenti ), alcuni con
plurihandicap attraverso l'erogazione di varie tipologie di servizi che
rispondano in modo mirato ai bisogni e alle problematiche psico-sociali
e relazionali dei minorati della vista e delle loro famiglie.
E' l'unica struttura della Regione Lazio che eroga servizi e svolge attività
a favore di disabili visivi, anche per utenti extra Lazio, con numerose
richieste che provengono dalle Regioni dell'Italia meridionale.
In virtù di questa consolidata esperienza e livello di professionalità
raggiunto il Centro Regionale ha avuto il riconoscimento al funzionamento
come struttura riabilitativa, ai sensi dell'art. 26 della legge 833/78,
ed in base al quale sono stati stipulati protocolli di intesa con le Aziende
Sanitarie competenti per attività riabilitative che si svolgono nelle
due sedi di servizio dell'Ente: S. Alessio in Via C.T. Odescalchi e Margherita
di Savoia in Via del Casale S.Pio V, entrambe a Roma. Oltre ai servizi riabilitativi
erogati in forma residenziale e diurna per i minorati della vista è
stato avviato dal 1992 un servizio di assistenza didattica domiciliare extra-scolastico
finalizzato all'integrazione scolastica di ciechi/ipovedenti, secondo quanto
stabilito dalla normativa vigente ed in base ai fondi della Legge Regionale
29/92 con funzioni delegate alle Province.
Tutte le attività e i servizi sono erogati dal Centro Regionale in
stretta integrazione con le strutture sociosanitarie del territorio e/o
con gli Enti Locali di provenienza dei singoli utenti.
Nell'ambito delle finalità istituzionali il Centro Regionale svolge
un ruolo significativo nella gestione del Corso di Formazione professionale
per centralinisti telefonici non vedenti, che permette in modo sostanziale
l'integrazione sociale e lavorativa dei minorati della vista.
Il progetto che viene presentato si prefigge l'attivazione e lo sviluppo di servizi ed attività a favore dei disabili visivi con plurihandicap al fine di offrire una risposta e una opportunità alle esigenze di un'utenza le cui condizioni possono comportare forti rischi di emarginazione e di isolamento sociale, pertanto il progetto ha anche una valenza di prevenzione.
I ciechi nella Regione Lazio stimati all'inizio del 1998 sono circa n. 7.600, così ripartiti:
- Roma e provincia: n. 4.473, di cui n. 103 pluriminorati;
- Frosinone e provincia: n. 920, di cui n. 21 pluriminorati;
- Latina e provincia: n. 1.152, di cui n. 26 pluriminorati;
- Viterbo e provincia: n. 700, di cui n. 16 pluriminorati;
- Rieti e provincia: n. 355, di cui n. 8 pluriminorati.
I pluriminorati ammontano a circa il 2,5% sul totale della popolazione dei ciechi stimata nella Regione Lazio.
Nella erogazione dei nuovi servizi il Centro Regionale, lavorando
in stretta integrazione con i servizi sociali di appartenenza degli utenti,
prevede anche una ampia collaborazione con le risorse del territorio (associazioni
di volontariato, privato sociale,ecc…..).
Il progetto, specificamente attivato per soggetti pluriminorati, vuole rappresentare
un ulteriore contributo per l' informazione e lo sviluppo di una coscienza
umana e civile.
La sua realizzazione , oltre che rispondere alle condizioni di bisogno di
persone con forte disagio, intende proporre una cultura del disabile come
"risorsa" per promuovere atteggiamenti di apertura e tolleranza
necessari per un arricchimento della vita sociale. E' per tale motivo che
grande attenzione è rivolta anche a soggetti extra comunitari con
plurihandicap, in particolare provenienti da zone in cui più alto
è il tasso di incidenza di patologie visive.
La pluriminorazione è collegata spesso, sia per la persona portatrice
di handicap che per i suoi familiari, a vissuti di difficoltà di
relazione e di integrazione, con tutti gli svantaggi e i potenziali rischi
di emarginazione socio-culturale e devianza socio-educativa.
Questa nuova prospettiva, centrando la sua attenzione sul disabile pluriminorato,
intende evidenziare che anche chi ha un handicap grave appartiene a pieno
titolo alla società nonostante le sue limitazioni e nello stesso
tempo ha il diritto di vivere sviluppando le sue potenzialità.
Pertanto un percorso educativo rivolto al plurihandicap con interventi educativi,
socializzanti, occupazionali, può maggiormente contribuire alla accettazione
della diversità, ma anche e soprattutto costruire un sostegno affinché
ogni diversità possa acquisire titolarità e capacità
di esprimersi e potersi integrare socialmente.
I fruitori dei servizi del progetto divengono soggetti sociali attivi per
offrire un contributo agli amministratori, ai responsabili del progetto,
agli operatori sociali e sanitari per verificare l'efficacia e il raggiungimento
degli obiettivi che l'iniziativa intende perseguire. ^top
2. OBIETTIVI E FINALITÀ ^top
Il progetto prevede la costituzione di servizi in ottemperanza a quanto
stabilito dal decreto attuativo della legge 284/97:
- due servizi diurni con finalità terapeutico-occupazionali da realizzare
nella città di Roma, uno presso la sede di servizio Margherita di
Savoia e uno presso la sede S.Alessio del Centro Regionale;
- un servizio diurno con finalità terapeutico-occupazionali da realizzare
nella città di Frosinone;
- un servizio di assistenza domiciliare su tutto il territorio regionale;
- un servizio diurno con finalità terapeutico-occupazionali da avviare
nel secondo anno di attività nella città di Latina e di Viterbo.
Nella limitazione funzionale che il tipo di handicap comporta
il disabile può sviluppare, se adeguatamente sostenuto nel suo processo
di sviluppo, dal punto di vista emotivo, cognitivo ed educativo, un rapporto
sufficientemente adattativo con il contesto ambientale e con la realtà
circostante.
Il disabile visivo con plurihandicap, con una compromissione parziale o
totale della vista, è un soggetto che presenta frequentemente altri
tipi di deficit sensoriali, motori,cognitivo-intellettivi e sul piano simbolico-relazionale.
Queste caratteristiche rendono la vita di relazione del soggetto con plurihandicap
difficile e l'organizzazione dei rapporti con l'ambiente scarsamente stabile
e positiva. Questa condizione rende spesso drammatiche e difficili per le
famiglie la gestione della quotidianità: le famiglie, ferite profondamente
nella genitorialità, spesso sono impreparate a gestire in modo appropriato
i rapporti con figli portatori di plurihandicap.
I bisogni fondamentali non sempre manifestamente espressi
sono tipo:
- disponibilità di centri di socializzazione;
- soddisfacente e produttivo impiego del tempo;
- prevenire l'isolamento e l'emarginazione;
- supporto e sostegno alle famiglie.
I soggetti con minorazioni plurime, e le loro famiglie, trovano
in contesti a valenza educativa e riabilitativa, positive occasioni per
la valorizzazione di potenzialità residue.
Per il soggetto pluriminorato la comunicazione e gli stimoli educativi e
sociali rappresentano l'ambito fondamentale nel quale si possono operare
interventi specifici per l'approccio ai suoi problemi.
L' obiettivo fondamentale di tale progetto è quello di avviare, sulla
base di esperienze già maturate dal Centro Regionale S.Alessio-Margherita
di Savoia, l'istituzione di servizi e attività diurne e domiciliari
al fine di costruire un canale comunicativo, relazionale che consenta al
soggetto di sviluppare un rapporto significativo tra se e la realtà
circostante e permettendo un graduale sviluppo delle sue possibilità
e piaceri espressivi e comunicativi, utilizzando anche la manualità
come strumento e come risorsa.
Gli obiettivi specifici degli interventi riguardano:
1) la socializzazione perseguita attraverso i potenziamento
dell'area relazionale sostenendo e stimolando le capacità di rapportarsi
agli altri e con il mondo esterno attraverso l'acquisizione di abilità
e espressive e comunicative;
2) la diagnosi funzionale al fine delll'abilitazione/riabilitazione intese
come processi di orientamento sia alla valorizzazione delle abilità
residue sia allo sviluppo di altre abilità, attraverso interventi
terapeutico-occupazionali per rafforzare potenzialità che consentono
al disabile una conquista del piacere delle sue possibilità espressive,
con monitoraggio di eventuali possibilità di inserimento in attività
lavorative;
3) la consulenza e il sostegno alle famiglie;
4) lo sviluppare di connessioni ed informazioni con i servizi del territorio
individuando strategie di intervento integrate;
5) l'assistenza didattica extra scolastica;
6) l'assistenza domiciliare;
7) l'istituzione di un osservatorio permanente sul fenomeno del plurihandicap
mediante indagini epidemiologiche finalizzate alla raccolta e alla interpretazione
del mondo del plurihandicap. ^top
3. DESTINATARI E TIPOLOGIE DEI SERVIZI: SCELTE ORGANIZZATIVE ^top
L'utenza interessata a tale progetto per il primo biennio di attività
è di almeno 90 soggetti su tutto l'ambito regionale, sia in età
giovane-adulta che anziana, di entrambi i sessi.
Il servizio diurno è rivolto a soggetti che hanno terminato la scuola
dell'obbligo, mentre il servizio domiciliare è rivolto prevalentemente
a soggetti di ogni fascia di età non trattati nell'ambito dei servizi
già erogati dal Centro Regionale.
I servizi diurni prevedono l'inserimento di utenti con disabilità
di livello lieve/medio con un rapporto di 1-2 utenti gravi su un gruppo
di 8-10 soggetti.
Per il livello di disabilità sono considerati come parametri: deficit
visivo, altri deficit sensoriali, livello di deambulazione, livello di autonomia
nell'igiene personale e nell'alimentazione, deficit cognitivi, ecc...
Il servizio diurno è uno strumento di intervento assai significativo
come azione sociale, avente come perseguimento di due obiettivi fondamentali:
- la socializzazione;
- sostegno alle famiglie.
E' al tempo stesso una preziosa risorsa di intervento sociale per l'integrazione,
evitando, ove possibile il distacco dall'ambiente familiare.
L'organizzazione del servizio diurno è comunque flessibile per l'accesso
degli utenti in relazione alle particolari attività che si prevede
di svolgere ( attività musicali in gruppo, attività manuali
in gruppo ecc.).
Il servizio domiciliare invece è istituito al fine di dare una risposta
in ambito regionale a quelle situazioni che non consentono altre fruibilità
per difficoltà logistiche.
E' un servizio che, in integrazione con le altre agenzie sociali del territorio
intende fornire al soggetto pluriminorato un sostegno e un supporto alla
sua autonomia.
Gli aspetti metodologici del servizio domiciliare sono:
- personalizzazione dei piani di intervento individuali al fine di una efficace
e più adeguata risposta ai bisogni degli utenti e delle loro famiglie;
- caratterizzazione del lavoro domiciliare come momento relazionale che
attraverso le attività (ludiche, ricreative, di integrazione scolastica
e sociale) tende al benessere e all'autonomia dell'utente. Il servizio diurno
presso le 2 strutture di Roma è rivolto ad un numero di circa 18
utenti (il numero degli utenti può variare, come già precedentemente
indicato, a seconda della tipologia delle attività), il servizio
diurno a Frosinone impegna un gruppo di circa 5 utenti, e analogamente nel
secondo anno di attività nei servizi diurni di Latina e Viterbo.
Il servizio domiciliare è rivolto nella prima fase a circa 44 utenti
in tutta la Regione.
I servizi diurni di Roma, Frosinone , Latina e Viterbo sono attivati per
undici mesi l'anno per cinque giorni a settimana. Il servizio domiciliare
è attivato per undici mesi l'anno per circa otto ore settimanali
ad utente mediamente, pur considerando per l'attribuzione delle ore del
servizio le specifiche problematice e bisogni dei soggetti beneficiari.
La tipologia delle attività terapeutico-occupazionali che viene realizzata con l'utenza nei servizi diurni è di vario tipo:
- laboratorio di floricultura con allestimento di una piccola
serra per la semina e la cura delle piante da fiori, spezie, ecc.;
- laboratorio tessile: filatura della lana, lavori con l'uncinetto, maglieria
a mano, ecc.;
- laboratorio di modellatura (ceramica, plastilina, ecc…);
- laboratorio di intreccio e impagliatura di sedie e affini con l'uso di
midollino, cordoncino cinese, foglie di pannocchia, ecc..;
- laboratorio di manufatti semplici, candele, saponette, la rilegatura di
libri, ecc..;
- laboratorio di arti espressive ( musica, canto, recitazione, ecc.);
- laboratorio di alfabetizzazione informatica .
Il Centro Regionale per l'erogazione dei servizi utilizza Unità Operative, coordinate dalla Direzione per le quali sono previste convenzioni con cooperative di servizi socio-assistenziali e/o con le singole figure professionali.
Le Unità Operative per i servizi diurni di Roma, Frosinone
Latina e Viterbo sono composte da esperti in tiflologia e rappresentate
da:
- tiflopedagogista;
- neuropsichiatra;
- assistente sociale;
- operatori compresi gli addetti all'assistenza di base.
L'Unità Operativa del Servizio di assistenza domiciliare è
composta da:
- responsabile del servizio;
- 4 coordinatori a livello provinciale;
- operatori domiciliari.
Il Centro Regionale per la realizzazione dei servizi si impegna
a perseguire gli obiettivi prefissati mediante:
a) valutazione psico-sociale dell'utente, delle sue problematiche e dei
suoi bisogni ai fini del piano di intervento individualizzato;
b) consulenza e sostegno alle famiglie degli utenti;
c) collaborazione ed integrazione con le strutture e servizi sociosanitari
del territorio e con altri Enti/Associazioni di volontariato, di categoria
(U.I.C., UNIVOC, Movimento apostolico ciechi, ecc…).
Per la realizzazione del Progetto il Centro Regionale mette a disposizione
le strutture per i servizi diurni a Roma e assume i relativi costi di gestione.
Per quanto riguarda il servizio diurno che viene realizzato a Frosinone
il Centro Regionale impegna gratuitamente i locali, unitamente ai costi
di gestione messi a disposizione dalla Azienda Sanitaria Locale di Frosinone
per circa 200 mq. o di eventuali altri spazi. Analoga impostazione viene
adottata per l'istituzione del servizio diurno a Latina e Viterbo previsti
nel secondo anno di svolgimento del progetto.
E' in corso di verifica la compartecipazione da parte delle Aziende Sanitarie Locali e/o Enti Locali di Frosinone , Latina e Viterbo alla realizzazione dei relativi servizi diurni con la messa a disposizione dei locali facendosi anche carico dei loro relativi costi di gestione, diversamente la spesa sarà sostenuta dal Centro Regionale. ^top
4. MODALITA' DI ACCESSO AI SERVIZI ^top
Le modalità di accesso ai servizi, sia diurni che domiciliari, sono
le seguenti:
- domanda dell'utente o della sua famiglia;
- richiesta del Servizio Sociale di appartenenza o dell'Azienda Sanitaria
Locale (servizio materno infantile, cad, ecc..) dell'utente;
- disponibilità dei posti nel servizio;
- residenza;
- reddito familiare;
- altre eventuali prestazioni fruite.
[scarica
il modulo di richiesta dei servizi]
[scarica il modulo per la richiesta di collaborazione] ^top
5. VERIFICA E CONTROLLO DEL PROGETTO ^top
Il presente progetto prevede l'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico
composto per quanto riguarda la Regione Lazio da 3 Dirigenti dell'Assessorato
Politiche qualità della Vita e per quanto riguarda il Centro Regionale
dal Segretario Generale, dal Dirigente dei servizi Socio-Assistenziali e
Riabilitativi e dal Direttore Sanitario.
Il Centro Regionale cura la gestione amministrativo-contabile del Progetto
da rendicontare semestralmente all'Assessorato competente.
Il Comitato tecnico-scientifico cura e controlla l'esecuzione operativa
del progetto, verifica trimestralmente, lo stato di avanzamento, vigila
sulla corretta esecuzione delllo stesso, raccoglie i risultati conseguiti
anche per una eventuale ridefinizione delle strategie di intervento.
Al termine del primo anno di attività il Centro Regionale ha elaborato
una pubblicazione per fornire un contributo di informazione e conoscenza
scientifica delle attività svolte a favore dei minorati della vista
con plurihandicap.
L' istituzione dei servizi previsti da questo Progetto
è a carattere permanente, pertanto successivamente al primo biennio
di attività possono trovare continuità e/o ulteriori sviluppi
in relazione alle disponibilità finanziarie poste a disposizione.
6. TUTOR ^top
Il Centro Regionale S.Alessio, è l'unica struttura nella Regione
Lazio che eroga servizi e svolge attività di vario tipo a favore
dei disabili visivi (ciechi ed ipovedenti).
Il progetto che fa riferimento alla Legge istituita il giorno 28 agosto
1997 n.284, prevede la nascita e lo sviluppo di attività e servizi
a favore dei disabili visivi con plurihandicaps, al fine di offrire loro
una o più occasioni per valorizzare e potenziare gli aspetti "sani",
anche se minimi, di ogni singolo utente.
Il servizio di Assistenza Domiciliare è una parte integrante di tale
progetto. Esso ha lo scopo di tendere al benessere psico-fisico ed all'autonomia
dell'utente (ove possibile), attraverso attività di vario tipo.
Questo servizio dovrebbe tendere ad integrarsi con le altre agenzie socio-sanitarie
(ASL, Comuni, ecc.), presenti sul territorio di appartenenza dell'utente.
Il servizio di assistenza domiciliare è stato attivato nel mese di
novembre 1999 ed è tuttora in corso, riscuotendo sempre maggiori
consensi da parte soprattutto delle famiglie degli utenti interessati, che
stanno usufruendo di tale servizio.
Il Tutor sta emergendo ora quale figura professionale
che occupa un ruolo preminente all'interno di un progetto lavorativo o di
studio. In questo specifico ambito, il Tutor ha compiti precisi che riguardano
la formazione e la supervisione in itinere del lavoro svolto dagli operatori
domiciliari del servizio stesso.
Quindi, la sottoscritta Rita M.A.Gapulli, nel ricoprire tale incarico riferito
alle province di Frosinone e Latina, lavora a diretto contatto con i singoli
operatori, svolge con loro, compatibilmente con l'orario lavorativo, le
visite domiciliari presso l'utente e la sua famiglia, per conoscere da vicino
la reale situazione degli interessati, per dare in quell'occasione un sostegno
ai familiari ed essere disponibile ad ascoltare quelle che sono le loro
esigenze, le loro aspettative riguardo il servizio. Le visite domiciliari
sono importanti poiché consentono al Tutor di concordare con l'operatore
le strategie operative più adeguate per quel tipo di utente, al fine
di procurare benefici all'utente stesso.
Rita M.A. Gapulli, Psicologa e Psicoterapeuta, svolge la
sua attività in regime Libero-Professionale, dal Gennaio 1996. Ha
frequentato, tra gli altri, un corso di specializzazione quadriennale in
Sessuologia.
Si occupa, principalmente, di tutte le problematiche inerenti le varie fasce
dell'età evolutiva (infanzia, adolescenza, giovani, adulti) e di
tutto ciò che le circonda (famiglia, scuola, società, lavoro,
ecc.) di problematiche dei vari tipi di handicaps, di psicologia scolastica.
Dal 1996, collabora con il Centro Regionale S.Alessio - Margherita di Savoia
per i Ciechi, di Roma, ed è a disposizione di chiunque voglia contattarla
per informazioni, consulenze o altro.
Per chi fosse interessato a mettersi in contatto con la dott.sa Gapulli,
questo è l'indirizzo della sua casella postale: