Servizio Post-Scolastico
Il servizio di assistenza didattica domiciliare per alunni
non vedenti ed ipovedenti di ogni ordine e grado della nostra provincia,
finanziato dal Centro Regionale Sant'Alessio Regina Margherita di Savoia
e svolto in convenzione con l'Amministrazione Provinciale di Frosinone,
ha inizio nel 1992 seguendo 11 alunni. Nel corso degli anni, dopo capillari
ricerche da parte della sezione provinciale dell'Unione Italiana Ciechi,
gli utenti del servizio sono aumentati a 22 nel 1994 per giungere ai 41
dell' anno scolastico 2001-2002.
Il servizio si pone come supporto all'integrazione scolastica del disabile
visivo e si articola in interventi tiflopedagogici e socio-educativi svolti
presso il domicilio degli utenti.
In particolare, si cura l'uso dei sussidi tiflotecnici, si sviluppano prestazioni
mirate all'autonomia e alla cura della persona; inoltre, attraverso specifici
interventi, si avviano gli utenti all'uso del computer e dei relativi ausili
speciali.
Il servizio in o ggetto è richiesto per l'anno scolastico 2001-2002,
da 41 utenti e precisamente:
- 10 di scuola materna;
- 10 di scuola elementare;
- 7 di scuola media;
- 13 di scuola superiore;
- 1 neonato;
Quest'anno ci sono 2 utenti che beneficiano per la prima volta del servizio.
OPERATORI
Per quanto riguarda gli operatori, si prevede di impegnare
41 unità: si è preferito, nei limiti del possibile, adottare
il rapporto 1:1 tra operatori ed utenti, al fine di sfruttare al meglio
le ore di servizio settimanali, ed assicurare una costante presenza con
gli utenti (giorni alterni).
Il servizio è progettato per consentire la crescita integrale della
personalità, si agisce sulle carenze degli utenti rilevate dagli
operatori e si cerca di superarle attraverso interventi mirati.
Per realizzare l'obiettivo quest'anno l'osservazione sarà condotta
su 3 elementi fondamentali:
1) biofisico
2) psicopedagogico
3) socio-relazionale
e costituirà il nucleo della cartella pedagogica, che sarà
approntata per ciascun utente.
UTENTI
(testimonianze)
Gli utenti, in numero di 41, sono dislocati su tutto il territorio
provinciale con un picco di presenze nella zona del cassinate; ogni utente
ha un piano di lavoro e un progetto individualizzato, che coglie gli aspetti
essenziali della situazioni iniziale e individua gli obiettivi da raggiungere.
Per il prossimo anno si evidenziano i seguenti utenti impegnati in esami
(si useranno sempre nomi di fantasia)
- Anna: licenza elementare;
- Mario: licenza media;
- Laura: licenza media;
- Elisa: licenza media
- Stefano: esami di maturità;
- Elena: esami di maturità.
OBIETTIVI ED ATTIVITA' SPECIFICHE DEL SERVIZIO
Allo scopo di consentire la crescita integrale degli
utenti, il servizio si propone di sviluppare l'autonomia funzionale del
soggetto, sia nell'ambiente familiare, sia in quello scolastico. Si osservano
le condizioni ambientali (quartiere, scuola, famiglia) del soggetto minorato
della vista, per intervenire e rimovuere eventuali atteggiamenti ostativi
ad uno sviluppo armonico dello stesso (iperprotezione, fenomeni della mimesi
e non accettazione della minorazione). Oltre all'intervento nella sfera
educativa, il servizio si propone di coadiuvare l'utente nelle attività
di studio pomeridiano.
Si prevede di fornire una consulenza tiflopedagogica alle scuole che ne
facciano richiesta, per promuovere una reale integrazione scolastica, attraverso
l'elaborazione di progetti educativi individualizzati. In particolare, per
le scuole che accolgono per la prima volta un soggetto minorato della vista
si attueranno degli incontri per coordinare gli interventi socio-educativi
e didattici, al fine di realizzare un 'autentica integrazione scolastica
del soggetto ed aiutare l'ambiente educativo a comprendere l'influenza della
minorazione visiva sull'apprendimento.
Sono previste nel servizio attività di:
- CONSULENZA INFORMATICA
- CONSULENZA PSICOLOGICA
- CONSULENZA MUSICALE
- CONSULENZA LINGUISTICA lingue straniere
(inglese,
francese,
tedesco) e classiche.
COORDINAMENTO
L'attività di coordinamento prevede la raccolta e l'esame
della richiesta di assistenza, organizzazione degli interventi, costruzione
dell'attività di assistenza attraverso l'elaborazione del piano di
lavoro, interventi presso le scuole che richiedano consulenza specifica, nonchè
consulenza alle famiglie ed agli operatori.
La coordinatrice provinciale è di supporto agli operatori nella stesura
dei piani di lavoro annuali, nella risoluzione di problematiche specifiche,
nonchè nella verifica mensile del servizio svolto e dei risultati raggiunti.
Si prevedono due verifiche scritte, una intermedia ed una finale.[verifica
in itinere!]
Saranno convocate e presiedute riunioni con genitori ed operatori per puntualizzare
il lavoro svolto.
Dott.ssa Marilena D'Ascoli
L'educazione del residuo visivo:
proposte d'intervento
Funzionalità sensoriale
in relazione alla persona e alle sue potenzialità, si organizzano interventi
specifici.
La diagnosi
funzionale relativa alle potenzialità della
persona ed alle sue capacità obiettive.
Affinchè si possa lavorare in modo adeguato alla singola persona è
importante realizzare un serio lavoro di
équipe in cui si verifichi un reale scambio di informazioni tra i diversi
professionisti impegnati con il bambino: genitori, medici, fisioterapisti,
operatori domiciliari, insegnanti di sostegno e centri specializzati ai quali
la famiglia decide di rivolgersi; questo al fine di realizzare una reale interdisciplinarietà
in cui ognuno, in relazione alle proprie competenze, dia il suo contributo.
La partecipazione attiva della
famiglia, per esempio, sarà importante,
perché i genitori possono fornire interessanti informazioni sui comportamenti
del bambino quando è a casa, quindi in un ambiente noto (per esempio
se strizza o meno gli occhi in presenza di una fonte luminosa, se rivolge
la testa verso la finestra...).
Il fisioterapista
potrà dare indicazioni rispetto alla postura più corretta che
il bambino deve assumere per lavorare.
In termini funzionali,
si possono organizzare attività legate alla vita quotidiana.
La mobilità
dei minorati della vista: sussidi, segnaletica e percorsi attrezzati
1.
I ciechi e gli ipovedenti che lo desiderano e che siano in possesso dei necessari
requisiti, hanno il diritto di muoversi autonomamente, per far fronte alle
necessità della vita quotidiana, per recarsi a scuola o a lavoro e
anche per poter curare al meglio i rapporti interpersonali e per impiegare
proficuamente il tempo libero.
- Bastone bianco.
- Cane guida.
- Mappe tattili.
- Percorsi dotati di segnalazioni visivo-tattili.
- Semafori acustici.
- Indicatori vocali sui mezzi pubblici e sugli ascensori
- Segnalazioni scritte e teleindicatori per ipovedenti.
- Risponditori automatici
- Servizi telematici.
- Percorsi museali.
LE ABILITA' INTEGRANTI
PER L'AUTONOMIA
- uso del denaro
per acquisti indipendenti;
- uso dell'orologio e gestione del tempo;
- uso funzionale del telefono;
- abilità socio-relazionati in rapporto
agli ambienti di vita maggiormente rilevanti;
- abilità di autonomia personale,
e cura del proprio ambiente di vita;
- massima autonomia negli spostamenti indipendenti nella Comunità sia
come conoscenza diretta di ambienti "ecologicamente" rilevanti come
bar, pizzeria, supermercato, sia come uso dei mezzi pubblici.
PROGRAMMI DI ORIENTAMENTO
E MOBILITA ' PER DISABILI VISIVI:
- camminare fino alla
stanza da bagno;
- muoversi nell'aula per partecipare alle attività;
- camminare fino alla caffetteria;
- fare acquisti nella comunità;
- portare il bucato in lavanderia;
- mangiare al ristorante;
- andare all'ufficio postale.
Per insegnare efficacemente
ad usare i punti di riferimento spaziali, un curricolo di insegnamento dovrebbe
includere 4 unità didattiche fondamentali:
1. imparare il concetto
di "punto di riferimento";
2. mantenere l'orientamento attraverso i punti di riferimento;
3. seguire le indicazioni basandosi sui punti di riferimento;
4. fornire indicazioni verbali basate sui punti di riferimento.
SOGGETTO
II ragazzo ha 20 anni, presenta una diagnosi di cerebropatia da verosimile
embriopatia virale con cataratta congenita bilaterlae, cecità in OD
e deficit visivo, ritardo mentale lieve. Il punteggio di maturità sociale
secondo le Vineland Social Maturity Scale è di 2.7. Dal punto di vista
funzionale, possiede buone capacità cognitive; è in grado di
scrivere semplici frasi al computer, utilizzando una stampa ingrandita; usa
un linguaggio adeguato ai contesti, con presenza di espressioni verbali di
richiesta in forma ecolalica. Il residuo visivo è funzionale agli spostamenti
autonomi all'interno del gruppo-appartamento, mentre nei tragitti esterni
ha bisogno di essere costantemente accompagnato.
ORIENTAMENTO E MOBILITA'
Obiettivi generali
- acquisire sicurezza e padronanza nella mobilità
e nell'orientamento;
- favorire l'abitudine alla raccolta di informazioni visive, acustiche, tattili
e cinestesiche;
- decodificare queste informazioni ed organizzarle in un sistema di riferimento;
- concetti di urbanistica e viabilità;
- esecuzione semplici percorsi.
Obiettivi specifici
Tecniche di accompagnamento
- camminare con la posizione base;
- camminare parallelo all'accompagnatore;
- camminare sincronizzando la velocità di andatura con quella dell'
accompagnatore;
- sviluppo del problem solving per evitare ostacoli.
Tecniche di protezione
- protezione busto;
- protezione bacino;
- protezione capo;
- rotazione utilizzando le tecniche di protezione;
- abbassarsi utilizzando le tecniche di protezione;
- alzarsi utilizzando le tecniche di protezione.
Educazione sensi vicari
- percezione sensoriale visiva: osservazione/esplorazione
razionale sistematica dello spazio :identificare persone ed oggetti e riconoscerne
le principali caratteristiche;
* utilizzare punti di riferimento visivi per seguire la direzione di un percorso;
* selezionare punti di riferimento visivi in situazione statica;
* selezionare punti di riferimento visivi in situazione dinamica;
* individuare ostacoli.
- percezione sensoriale uditiva;
- percezione sensoriale tattile;
- percezione sensoriale olfattiva;
-percezione sensoriale cinestesico-vestibolare.
Conoscenza degli ambienti
- elencare gli elementi presenti in un ambiente;
- rilevare la posizione degli elementi ambientali;
- relazionare gli elementi tra loro;
- relazionare gli elementi dell'ambiente rispetto alla propria posizione;
- elencare la posizione degli elementi ambientali usando la latéralité;
- eseguire percorsi all'interno di un ambiente noto;
- identificazione dei principali pericoli dell'ambiente;
- stabilire punti di riferimento sicuri;
- eseguire percorsi ergonomici.
Concetti di urbanistica e viabilità
- concetto di isolato;
- concetto di strada;
- concetto di marciapiede;
- concetto di incrocio.
Riconoscimento segnaletica stradale
- segnale di stop;
- segnale di incrocio;
- strisce pedonali;
- passi carrabili;
- semaforo.
Esecuzione semplici percorsi
- prendere e mantenere la direzione;
- superare/aggirare ostacoli;
- cogliere indizi adeguati;
- chiedere informazioni;
- utilizzo funzionale delle informazioni;
- richiesta di aiuto in caso di smarrimento.
TABELLE ORIENTAMENTO
E MOBILITÀ
Data:
Nome utente: Operatore
Tecniche di accompagnamento R. coattiva R. con
aiuto R. autonoma
Camminare con la presa base
Camminare rispettando i segnali
motori che l'accompagnatore gli invia
Camminare parallelo all'accompagnatore
Camminare sincronizzando la velocità
di andatura con quella dell'accompagnatore
Sviluppare problem solving per evitare ostacoli
ORIENTAMENTO
E MOBILITÀ
Data:
Nome utente: Operatore
Riconoscimento segnaletica stradale R. coattiva R. con aiuto R. autonoma
Riconoscere il segnale di stop
Riconoscere il segnale di incrocio
Riconoscere segnali passo carrabile
Individuare la presenza del semaforo
Individuare la striscia che delimita il bordo della strada
ORIENTAMENTO
E MOBILITÀ
Data:
Nome utente: Operatore
Attraversamento pedonale R. coattiva R. con aiuto R. autonoma
Rallentare la velocità di marcia in prossimità dell'incrocio
Portarsi sul ciglio del marciapiede/parete edifìci/bordo strada
Cercare le strisce pedonali
Posizionarsi sulle strisce pedonali
Guardare in tutte le direzioni
Verificare la distanza dei veicoli
Iniziare ad attraversare
Continuare a guardare
Attraversare senza fermarsi
Ristabilire la nuova direzione di marcia
Programmi di orientamento
e mobilità con bambini e ragazzi pluriminorati psicosensoriali
L'insegnamento delle tecniche di accompagnamento
e protezione in spazi interni
a) raramente assumono iniziative spontanee
di mobilità nell'ambiente circostante;
b) non manifestano richieste di aiuto in merito all'apprendimento di modalità
idonee per spostarsi autonomamente nello spazio;
c) la stimolazione all'apprendimento di una mobilità consapevole, attraverso
comportamenti operanti seguiti da gratifiche, non sempre ottiene risultati
significativi;
d) spesso, le sporadiche iniziative individuali di spostamento nell'ambiente
sono scarsamente organizzate e coordinate, e ciò determina sentimenti
di frustrazione e scarsa stima sulle proprie capacità, tanto da stimolare,
di converso, una forte sedentarietà, fissità di schemi motori
e di spostamento, tendenza all'immobilismo, con conseguenze penalizzanti sullo
sviluppo motorio.
Attività
motoria nella persona con plurihandicap
A) Esecuzione dei percorsi
- Prendere un giocattolo da un luogo conosciuto
e portarlo a richiesta in un altro luogo;
- muoversi direttamente verso un oggetto precedentemente mostrato;
- prendere la direzione per spostarsi nell'ambiente;
- superare/aggirare gli ostacoli.
B) Tecniche di accompagnamento
L'analisi del compito prevedeva:
- avvicinarsi all'accompagnatore;
- cercare il braccio;
- instaurare la presa;
- camminare con la presa base;
- variare la velocità di andatura;
- salire-scendere le scale;
- passaggio stretto;
- aprire/chiudere le porte;
- cambio lato;
- esplorare oggetti seguendo il braccio dell'accompagnatore.
C) Tecniche di protezione
- assumere un atteggiamento di protezione di
fronte ad un ostacolo (allungare le braccia per difendersi);
- camminare seguendo il muro tenendo la mano in avanti;
- utilizzare i piedi per esplorare il terreno e le superfici calpestabili;
ORIENTAMENTO E MOBILITA'
Obiettivi generali
- acquisire sicurezza e padronanza nella mobilità e nell'orientamento
- favorire l'abitudine alla raccolta di informazioni visive, acustiche, tattili
e cinestesiche
- decodificare queste informazioni ed organizzarle in un sistema di riferimento
- concetti di urbanistica e viabilità
- esecuzione semplici percorsi
Obiettivi specifici
Tecniche di accompagnamento
- camminare con la posizione base;
- camminare parallelo all'accompagnatore;
- camminare sincronizzando la velocità di andatura con quella dell'
accompagnatore;
- sviluppo del problem solving per evitare ostacoli.
Tecniche di protezione
- protezione busto;
- protezione bacino;
- protezione capo;
- rotazione utilizzando le tecniche di protezione;
- abbassarsi utilizzando le tecniche di protezione;
- alzarsi utilizzando le tecniche di protezione.
Educazione sensi vicari
- percezione sensoriale visiva: osservazione/esplorazione
razionale sistematica dello spazio:identificare persone ed oggetti e riconoscerne
le principali caratteristiche;
- utilizzare punti di riferimento visivi per seguire la direzione di un percorso;
- selezionare punti di riferimento visivi in situazione statica;
- selezionare punti di riferimento visivi in situazione dinamica;
- individuare ostacoli.
- percezione sensoriale uditiva;
- percezione sensoriale tattile;
- percezione sensoriale olfattiva;
- percezione sensoriale cinestesico-vestibolare.
Conoscenza degli ambienti
- elencare gli elementi presenti in un ambiente;
- rilevare la posizione degli elementi ambientali;
- relazionare gli elementi tra loro;
- relazionare gli elementi dell'ambiente rispetto alla propria posizione;
- elencare la posizione degli elementi ambientali usando la lateralità;
- eseguire percorsi all'interno di un ambiente noto;
- identificazione dei principali pericoli dell'ambiente;
- stabilire punti di riferimento sicuri;
- eseguire percorsi ergonomici.
Concetti di urbanistica e viabilità
- concetto di isolato;
- concetto di strada;
- concetto di marciapiede;
- concetto di incrocio.
Riconoscimento segnaletica stradale
- segnale di stop;
- segnale di incrocio;
- strisce pedonali;
- passi carrabili;
- semaforo.
Esecuzione semplici percorsi
- prendere e mantenere la direzione;
- superare/aggirare ostacoli;
- cogliere indizi adeguati;
- chiedere informazioni;
- utilizzo funzionale delle informazioni;
- richiesta di aiuto in caso di smarrimento. Assistenza educativa e riabilitativa
ai ciechi pluriminorati
Mi è capitato
molte volte di cercare di dare una definizione del concetto di pluriminorazione
e, in ogni circostanza, ho avuto la necessità di sottolineare come
non esista una definizione esauriente, proprio a causa della notevole variabilità
clinica ed umana che troviamo fra i soggetti pluriminorati.
Due bambini o ragazzi non vedenti o ipovedenti pluriminorati possono avere
ben poco in comune. Non mi riferisco naturalmente a differenze di personalità,
quanto piuttosto a situazioni cliniche. Questo vuoi dire che i loro bisogni
saranno molto diversi e le risposte ambientali, di conseguenza, differenziate.
Un elemento comune, rintracciabile in ogni soggetto pluriminorato, consiste
nella particolare difficoltà nell'adattarsi all'ambiente (umano e non),
ma le strategie adattative saranno peculiari per ogni tipologia di pluriminorazione.
Il concetto di "pluriminorazione" fa evidente riferimento alla presenza
contemporanea di due o più minorazioni nello stesso individuo. Mi riferisco,
in particolare, a danni cerebrali e sensoriali che, se associati, compromettono
in maniera grave il rapporto del soggetto con il mondo esterno, a volte con
irrimediabili conseguenze, se tutto viene lasciato all'evoluzione spontanea.
Ai soggetti "pluriminorati" mancano più strumenti per recepire
la realtà esterna, esplorarla, elaborarne i dati, con ripercussioni
negative e deformanti sulla costruzione interna della realtà stessa,
in special modo se non sono aiutati a trovare strategie che compensino, sia
pure parzialmente, le funzioni compromesse.
La cecità totale è diversa dalla ipovisione e quindi i bisogni
di un soggetto cieco saranno diversi da quelli di un soggetto ipovedente,
per cui le strategie di intervento (educativo, riabilitativo) dovranno tener
conto di queste differenze.
La stessa ipovisione è un mare magno di situazioni dissimili, vuoi
per l'entità del residuo visivo vuoi per la qualità. Può
essere, ad esempio, compromesso il campo visivo, in vario modo peraltro, a
seconda della patologia. Un restringimento uniforme è ben diverso da
lacune parcellari e diffuse. In molte altre situazioni può essere interessato
esclusivamente il visus. La stessa utilizzazione del residuo varia da persona
a persona. Alcuni lo utilizzano al meglio, altri invece ne usufruiscono solo
in piccola percentuale, perché non sanno farlo.
La stessa cecità totale costituisce una realtà molto diversa
se è congenita oppure acquisita. Cambia la modalità di costruzione
della realtà e del mondo immaginativo, per cui gli interventi non possono
che essere differenziati e il coinvolgimento dei genitori nelle strategie
educative altrettanto diversificato.
Uno spartiacque che può separare forme praticamente assimilabili a
quelle congenite da forme acquisite è costituito dalla presenza di
rappresentazioni stabili ed utilizzabili nel tempo in grado di dare significatività
all'esperienza visiva.
È anche importante considerare se il periodo evolutivo, in cui accade
di perdere la vista, sia di per sé critico. Durante la "crisi"
adolescenziale diventare ciechi avrà, per lo più, un valore
traumatico diverso che in altre epoche. Nell'ipotizzare un qualunque intervento
occorrerà tener conto di ciò.
A rendere più variopinto il quadro delle minorazioni visive, concorrono
quei casi di cecità di origine centrale, per cui il soggetto, pur in
possesso di nervi ottici e apparato oculare periferico indenni, non può
riconoscere visivamente gli oggetti.
Riferiamoci ora al danno cerebrale. A prescindere dalle cause che lo determinano,
le conseguenze per l'individuo saranno molto diverse a seconda della sua estensione
e localizzazione. Inoltre, è da sottolineare che una patologia cerebrale
ben difficilmente interesserà interamente (con precisione chirurgica)
un'area funzionale, risparmiando le zone confinanti. Quasi sempre più
distretti saranno colpiti, sia pure in modo diverso. Un esempio emblematico
di lesione che può configurarsi come una pluriminorazione è
rappresentato dalle paralisi cerebrali infantili, esito di cerebropatie contratte
in epoca perinatale. In queste sindromi, possono essere interessate contemporaneamente
funzioni motorie, intellettive, simboliche, comunicative, ma anche visive
ed uditive.
A scopo esemplificativo potrà essere opportuno distinguere le varie
tipologie di pluriminorazione a seconda delle funzioni prevalentemente compromesse.
Avremo quindi forme in cui prevale il danno motorio,
altre in cui risulta predominante il danno cognitivo
o la compromissione della sfera psico-relazionale.
Cercherò di descrivere le varie realtà cliniche per meglio comprendere
la specificità dei bisogni dei soggetti che ne sono affetti.
1 - Soggetti
con minorazione visiva e prevalente compromissione delle funzioni motorie.
2 - Soggetti con minorazione visiva e prevalente compromissione delle funzioni
cognitive
3 - Le condizioni Soggetti minorati della vista con prevalente compromissione
nell'area affettivo-relazionale
4 - Soggetti con duplice minorazione sensoriale (visiva e uditiva)
Infatti, le possibilità di una
persona non vanno considerate riduttivamente nella prospettiva singolare dell'individuo.
Sono la qualità del vivere insieme, l'adeguatezza delle regole che
un gruppo concepisce per se stesso, la creatività con cui vengono percepiti
i limiti di ciascuno, che ci consentono di immaginare e di costruire un mondo
migliore. Apprendere insieme, pensare insieme, lavorare insieme può
addirittura coincidere con il sentimento della libertà personale, sempre
che tutto questo avvenga in un contesto, dove le diversità individuali
costituiscano i colori fondamentali dell'immagine del gruppo.
PROGETTO IL NARRATORE
L'idea è nata dall'interesse del ragazzo nei confronti
della narrativa, preso atto di ciò ne è seguita la proposta
da parte dell'opératrice pomeridiana De Bonis Anna alla coordinatrice
dell'UJ.C. D'ascoli Marilena di poter ttuare un progetto formativo volto al
proseguimento dell'integrazione sociale anche ai fini lavorativi di una figura
operativa come il "narratore" all'interno di istituzioni adatte
a fruire tale attività all'utenza quali ad esempio ludoteche, centri
diurni, biblioteche scolastiche. Visto che il ragazzo frequenta il IV anno
dell'istituto per i servizi sociali e quindi alla fine degli studi avrà
acquisito quella professionalità che lo renderà abilitato a
svolgere attività di operatore sociale, si è pensato di indirizzare
e rafforzare la sua professionalità verso la gestione operativa, in
quanto a causa del suo handicap visivo ha bisogno di interventi mirati per
la realizzazione di quanto sopra detto con la massima sicurezza. Per meglio
ottenere un risultato efficace tale progetto è stato condiviso da quelle
figure educative che ruotano intorno al ragazzo sia in ambito scolastico che
da parte del centro diurno con divisioni di compiti e competenze.
Il progetto si sviluppa in due fasi:
- aspetto teorico (ricerche, studio, analisi dei contenuti)
- aspetto tecnico-pratico (attività varie)
FINALITÀ'
- Socializzazione;
- Integrazione sociale;
- Acquisizione della capacità di partecipare in modo collaborativo.
OBIETTIVI
- Potenziare l'autonomia in ambiente esterno (tirocinio);
- Conoscere e comprendere regole e forme della convivenza democratica e dell'organizzazione
sociale;
- Sviluppare la capacità di ascolto di sé/dell'altro;
- Migliorare il comportamento adattivo;
- Rinforzare l'immagine positiva di sé;
- Sviluppare la capacità per favorire la partecipazione;
- Sviluppare la capacità di memorizzazione;
- Sviluppare la capacità logico/fantastica;
- Sviluppare le capacità di guidare un gruppo;
- Sviluppare le capacità espressive.
ORGANIZZAZIONE DIDATTICA
Ogni ambito educativo si comporterà in modo da realizzare tali
obietti utilizzando contenuti specifici che verranno proposti rispettando
i tempi e le modalità del ragazzo. Per quanto riguarda gli strumenti
ed i materiali saranno utilizzati quelli di sua conoscenza al fine di renderle
meno impegntivo il lavoro. Le verifiche saranno fatte nelle modalità
richieste dall'ente U.I.C.
Tale progetto per questo c.a. sarà propedeutico, se la risposta sarà
positiva si potrà protrarre per i prossimi anni.
FROSINONE 03-01-2003
