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LA NOSTRA STORIA
Nell'anno 2005 l 'Unione Italiana Ciechi celebra l'OTTANTACINQUESIMO anniversario dalla fondazione: si tratta di lavoro ininterrotto, spesso duro ed oscuro, che ha portato i ciechi italiani a conquiste luminose che tutto il mondo ci invidia. Tuttavia il cammino per la piena integrazione sociale ancora non è compiuto; per questo il nuovo millennio va affrontato con una forte volontà rinnovatrice della propria struttura e della propria attività: è infatti necessario che l'Unione si connoti ancor più non solo quale ente di rappresentanza e tutela, ma anche quale struttura operativa che intervenga concretamente a sostegno delle minorazioni visive.

Gli strumenti giuridici di questo ampliamento di attività sono stati perfezionati e sono:

a) l'acquisizione da parte dell'U.I.C. della qualità di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), che consente di affiancare le istituzioni pubbliche, e spesso di sostituirsi a queste, nell'attività di assistenza sociale e socio-sanitaria.

b) L'adeguamento dello Statuto dell'Unione (approvato con decreto del Ministero dell'Interno in data 9 Ottobre 1999) alla sua nuova connotazione con rafforzamento dei compiti istituzionali mirati alla attuazione di concrete iniziative ed attività nel settore della cecità e della minorazione visiva.

LE ORIGINI
L'Unione Italiana Ciechi è stata fondata a Genova il 26 Ottobre 1920 da un gruppo di non vedenti guidati da Aurelio Nicolodi, un giovane ufficiale trentino che aveva perduto la vista durante la prima guerra mondiale: avevano la convinzione che l'autentica integrazione sociale dei ciechi si potesse conseguire soltanto se i ciechi stessi si fossero direttamente impegnati per la rivendicazione dei loro diritti di uomini e di cittadini, liberandosi dalla mendicità e dalla tutela del filantropismo caritativo, che da sempre erano state le sole condizioni di vita loro consentite; riuscirono a far accettare ai ciechi italiani due idee risultate ben presto vincenti, e cioè la solidarietà fra tutti i ciechi, nonostante essi siano fra loro diversissimi per capacità personali, per esperienze e cultura, e la socializzazione dei problemi derivanti dalla società.Nata come associazione non riconosciuta, l'Unione Italiana dei Ciechi venne eretta in ente morale con regio decreto 29 luglio 1923 n.°1789; con decreto legislativo in data 26 settembre 1947 n.°1047 sono state attribuite all'Unione le funzioni di rappresentanza e tutela degli interessi morali e materiali dei ciechi, che ancora oggi esercita; trasformata in ente pubblico con Decreto del Presidente della Repubblica in data 23 Dicembre 1978, è stata poi qualificata quale ente morale con personalità giuridica di diritto privato.

LA REALTA' ATTUALE
L'Unione Italiana Ciechi è oggi una organizzazione non lucrativa di utilità sociale, ente morale di natura associativa, con personalità giuridica di diritto privato, che ha come scopo fondamentale l'integrazione dei minorati della vista nella società, anche mediante convenzione con la Stato ed enti pubblici e privati Più in particolare l'Unione Italiana Ciechi:

a) favorisce la piena attuazione dei diritti umani, civili e sociali dei ciechi, la loro equiparazione sociale e l'integrazione in ogni ambito della vita civile;

b) promuove ed attua in base a specifiche convenzioni con le pubbliche amministrazioni competenti o, relativamente a tipologie d'interventi non realizzate da quest'ultime, previa comunicazione alle medesime, iniziative per la prevenzione della cecità, per il recupero visivo, per la riabilitazione funzionale e sociale dei ciechi; promuove inoltre iniziative per l'istruzione dei ciechi e per la loro formazione culturale e professionale (clicca su I.Ri.Fo.R., su S.Alessio e su Ausili tiflotecnici), anche mediante la costituzione di strutture operative in convenzione con enti pubblici e privati

c) promuove la piena attuazione del diritto al lavoro per i ciechi, favorendone il collocamento lavorativo e l'attività professionale in forme individuali o cooperative;

d) attua iniziative assistenziali rispondenti alle necessità dei ciechi , con particolare attenzione ai pluriminorati, agli anziani e a quelli in situazione di particolare emarginazione sociale;

e) opera in ambito tiflologico e tiflotecnico per garantire la disponibilità di sempre più avanzati strumenti (clicca su ausili tiflotecnici) a condizioni di mercato accessibili;

f) promuove specifici interventi per l'integrazione scolastica, professionale e sociale dei minorati della vista.

Per il raggiungimento dei suoi fini l'Unione ha creato strumenti operativi per sopperire alla mancanza di adeguati servizi sociali dello stato e degli enti pubblici. In particolare vanno ricordati il Centro Nazionale del Libro Parlato, creato nel 1957 quale strumento di acceso alla cultura, umanistica e scientifica, da parte dei minorati della vista ed ora, più in generale, da parte di coloro che abbiano difficoltà di lettura; il centro produce distribuisce, attraverso tre centri di produzione e tredici centri di distribuzione, opere registrate su audiocassetta, compresa la stampa sonora e la riproduzione sonora dei principali periodici (d'intesa con le case editrici).
Da alcuni anni viene registrata la colonna sonora di film, con opportune indicazioni sulla azione scenica, e viene fornito il servizio di fornitura di testi registrati su richiesta di singoli; il Centro Nazionale Tiflotecnico, struttura di produzione e distribuzione di materiale tecnico specifico per minorati della vista ; in origine in prevalenza di tipo ludico, successivamente il Centro si è dedicato a sussidi sempre più avanzati, soprattutto informatici e di alta tecnologia.
Il Centro svolge due funzioni insostituibili: una di calmierazione del mercato, l'altra di progettazione e distribuzione di sussidi ed ausili che, non essendo suscettibili di lucro, sono trascurati dalle aziende del settore.

LA RAPPRESENTATIVITA' DELL'UNIONE ITALIANA CIECHI
Da un'indagine svolta dall'istituto DOXA nel 1993 risulta che all'Unione Italiana Ciechi è iscritta la quasi totalità dei ciechi, riconosciuti come tali dal ministero dell'interno. Secondo la DOXA , il 68% dei ciechi conosce ed apprezza l'Unione, il 3% conosce il Movimento Apostolico Ciechi ( i cui iscritti sono, per la maggior parte, iscritti anche all'Unione), mentre il 30% non conosce nessuna organizzazione di ciechi ( si tenga presente che il 60% dei ciechi ha un'età superiore ai 65 anni e ben il 37% superiore ai 74); va inoltre notato che l'87% dei ciechi occupati ed il 79% dei ciechi con istruzione media o superiore è iscritto all'Unione.
L'Unione Italiana Ciechi è l'unica associazione di non vedenti a cui possono essere soci a pieno titolo soltanto i ciechi, e che per statuto tutte le cariche dirigenziali sono attribuibili a non vedenti, fatta eccezione per quella di consigliere delegato delle Sezioni provinciali (peraltro dirette da un Presidente e da un Vice Presidente non vedenti).
Nessun'altra associazione può, pertanto, rivendicare una pari esponenzialità e rappresentanza della categorie dei non vedenti.
Da qualche tempo l'Unione sta approfondendo anche le tematiche dei ciechi pluriminorati, ossia ciechi che presentano altre minorazioni aggiuntive, di natura sensoriale, motoria, intellettiva e simbolico - relazionale.

In ogni città capoluogo di provincia esiste una sezione dell'Unione Italiana Ciechi, alla quale si possono rivolgere tutti coloro che sono interessati ad avere informazioni più complete e dettagliate sui servizi offerti dall'Unione, sulle disposizioni di legge, sulle diverse agevolazioni, sulle iniziative

programmate e sulle opportunità di collaborazione, nonché sulle preoccupazioni, sui problemi e sulle speranze dei ciechi italiani.

I RISULTATI

Si è già osservato come l'incisiva e costante azione dell'Unione Italiana Ciechi abbia fatto sì che, per unanime riconoscimento, anche internazionale, la legislazione italiana sia tra le più avanzate, forse la più avanzata tra tutte. La nostra legislazione, con la locuzione "cieco", intende tre gradi di minorazione differenti (cui corrispondono interventi sociali diversi):

- cieco assoluto, cioè chi è totalmente privo della vista o il cui residuo visivo consente la sola percezione dell'ombra e della luce;

- cieco ventesimista, cioè chi ha un residuo visivo in ciascuno degli occhi, con eventuale correzione di lenti, non superiore ad un ventesimo;

- cieco decimista, cioè chi ha un residuo visivo in ciascun occhio non superiore ad un decimo, sempre con eventuale correzione ottica. Ai ciechi decimisti l'invalidità è utile per il solo accesso protetto al lavoro, accesso spettante naturalmente anche agli altri ciechi.
I cosiddetti ventesimisti hanno titolo ad una modesta pensione non reversibile (non trasferibile, quindi, in caso di morte al coniuge o ai figli minori) qualora versino in condizioni di bisogno economico. Inoltre hanno titolo, a prescindere dalla situazione economica, ad un'indennità speciale, anch'essa modesta, da utilizzare per sopperire alla carenza di visus.
Ai ciechi assoluti compete la pensione non reversibile, in presenza di reddito personale inferiore ad un limite imposto dalla legge.
La pensione dei ciechi civili è stata ottenuta dall'U.I.C. con una manifestazione clamorosa (soprattutto per quei tempi, si era nel 1957!): la "marcia del dolore" che vide migliaia di ciechi, convenuti da tutta Italia a Firenze, muoversi e raggiungere Roma a piedi. L'emozione suscitata nel paese fu tale che Governo e Parlamento tolsero le riserve fino ad allora avanzate e concessero la pensione dei ciechi civile.
Ben più significativa, peraltro, è la cosiddetta "indennità di accompagnamento" (meglio sarebbe comunque chiamarla "per l'autonomia") che compete a tutti i ciechi, indipendentemente dalla condizione economica, personale o familiare, e che è stata giudicata dalla Corte Costituzionale non un istituto assistenziale, ma uno strumento di pari dignità sociale.
L'Unione Italiana Ciechi ha poi ottenuto un particolare riconoscimento a favore dei ciechi che soffrono di ulteriori minorazioni; in tali casi è previsto il cumulo delle indennità relative alle diverse minorazioni.
Inoltre è stato ottenuto il finanziamento di progetti per la piena integrazione sociale dei ciechi pluriminorati, e la stessa U.I.C. ha in corso di realizzazione un progetto per un Centro polifunzionale di riabilitazione dei ciechi pluriminorati.
Non solo sul piano del sostegno economico l'Unione si è adoperata, ma anche, ed in primo luogo, per la parità giuridica con gli altri cittadini.
Si pensi che tra i più significativi risultati conseguiti dall'Unione si segnalano: il diritto all'istruzione, fin dal 1923; l'istituzione della "scuola di metodo" per la formazione degli insegnanti delle Scuole speciali; la fondazione delle Stamperie Braille di Firenze e di Catania e della Biblioteca Italiana per Ciechi (tel. num. 039-833253/ 06-6628259) , la quale opera come biblioteca circolante, distribuendo, sull'intero territorio nazionale, i testi scritti in Braille e su dischetti magnetici; l'obbligo, per le Amministrazioni Provinciali, di sostenere le spese per l'assistenza scolastica dei minorati della vista, fino al conseguimento, da parte dei capaci, di una qualificazione professionale, laurea compresa.

L'ISTRUZIONE
La storia del diritto all'istruzione dei ciechi, o comunque dei minorati della vista, è iniziata nel nostro paese fin da prima dell'avvento della Repubblica, quando l'istruzione veniva impartita nell'ambito di istituti e scuole speciali.
Attualmente gli istituti e le scuole speciali per i ciechi sono stati sostanzialmente soppressi; sussistono ancora alcuni istituti per l'acquisizione di specifici titoli professionali; con una serie di provvedimenti graduali, si è realizzato in Italia il principio della piena integrazione scolastica dei ciechi nella scuola normale.

Per tutto il periodo della scuola dell'obbligo, il non vedente viene seguito dagli "insegnanti di sostegno", formati in appositi corsi. Inoltre ai ciechi è garantito il diritto ai libri gratuiti in braille, a cura dei Comuni. Recentemente, per garantire una qualità elevata alla scritturazione braille dei testi, l'Unione ha promosso il perfezionamento di una convenzione fra l'Associazione Nazionale Comuni d'Italia e la Biblioteca Italiana per ciechi Regina Margherita, in base alla quale la Biblioteca fornisce ai Comuni i libri di testo, addossandosi le maggiori spese necessarie per un elevato standard qualitativo del braille.

I DIRITTI CIVILI

L'Unione Italiana Ciechi è riuscita a far approvare nel 1975 una legge in cui viene affermato che la persona affetta da cecità congenita o contratta successivamente, per qualsiasi causa, è a tutti gli effetti giuridici pienamente capace di agire purché non sia inabilitata o interdetta, e che la sua firma

apposta su qualsiasi atto, senza alcuna assistenza salvo diversa richiesta dell'interessato, è vincolante ai fini delle obbligazioni e delle responsabilità connesse; tale legge, inoltre, sancisce il diritto alla partecipazione di ogni individuo al Governo del proprio Paese, nonché il diritto di accesso in condizioni di uguaglianza ai pubblici impieghi nel nostro paese.

Attualmente l'Unione è impegnata nella difesa delle proprie conquiste sociali, rimesse continuamente in discussione, come è messo in discussione l'intero stato sociale; nella ricerca di nuove e sempre più idonee modalità d'azione, atte a migliorare la qualità della vita e a rendere effettiva l'integrazione sociale dei minorati della vista.

CHI SIAMO Unione italiana ciechi sezione provinciale di Frosinone.

La nostra sezione nasce a Frosinone nel 1969 in una piccola sede in via Rattazzi. Nel 198 acquista una sede sociale in piazza Fiume; il 30 settembre 1985 viene fondato il " Gruppo Sportivo Ciociaria non vedenti", che nel corso degli anni ha conseguito importanti risultati a livello regionale e nazionale, per esempio, uno dei suoi componenti, Eliseo Ferrante è stato campione italiano di categoria sui 400 m piani del 1991; suo attuale presidente è il signor Giampiero Sacco. Dal 1990 sceglie di diventare sede erogatrice di servizi e non più solamente punto di riferimento per disbrigo di pratiche pensionistiche, lavorative o scolastiche.
Nel 1992 viene ristrutturata la sede sociale e munita delle prime importanti strumentazioni tecnico-informatiche.

Nel 1993 viene fondata anche a Frosinone l'Associazione di volontariato U.N.I.Vo.C (Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi), che opera senza fini di lucro ed è tesa ad affermare il valore della solidarietà; attuale Presidente della sezione di Frosinone è la signora Spaziani Barbara.
Nel 1994 vengono stipulate le prime convenzioni con alcuni enti pubblici per l'erogazione di servizi.

Importante è il servizio scolastico domiciliare, che avvicina gli utenti più giovani all'educazione scolastica, preparandoli, così, in maniera specifica e individuale, all'approccio con nuove informazioni.
Il 1995 è un anno particolarmente importante per la nostra sezione: nasce su base provinciale l'Istituto per la Riabilitazione e la Formazione (I.Ri.Fo.R.); inoltre, grazie al contributo della Biblioteca Italiana per Ciechi di Monza, viene istituita la Biblioteca Provinciale Multimediale Aurelio Nicolodi; infine viene definitivamente aperta la sezione di rappresentanza di Cassino, la quale nel 1998 si è trasferita nella sede sita in via Riccardo da San Germano,28.
Nel 1998, con un grande sforzo economico, viene acquistata l'attuale sede per la sezione di Frosinone, molto più grande della precedente e finalmente idonea ad affrontare le molteplici esigenze della sezione stessa. Nel 1999, in collaborazione con il Centro regionale S. Alessio di Roma, prende vita un programma riservato ai ciechi pluriminorati, distinto in domiciliare e in diurno, il tutto con l'entrata della legge 284/1997.
Nel 2000 viene fondata la Stamperia Provinciale Braille, che produce libri in Braille ed in formato elettronico per gli studenti non vedenti; nel 2001, invece, viene stipulata l'importantissima convenzione con il Provveditorato agli Studi di Frosinone, che prevede la collaborazione tra i due enti per quanto concerne le attività di assistenza e consulenza per l'istruzione a favore degli alunni portatori di handicap visivo.
Nel corso degli anni, inoltre, sono stati promossi eventi culturali e spettacolari, tra i quali vanno ricordate le collaborazioni con i Comuni di Frosinone e di Pofi per l'allestimento, nei rispettivi civici musei, di aree idonee per i non vedenti, ed il concerto de "I NOMADI", realizzato nel Giugno 1999, e che ha avuto un grande successo di pubblico.
Nel febbraio 2004 la suddetta Sede di Cassino si è trasferita in Via Abate Aligerno 71 ed è stata piacevolmente affiancata da una nuova Sede di rappresentanza, stavolta sita in Sora, in Via Gabriele D'Annunzio 4.
Nel mese di ottobre di questo stesso anno viene inaugurata la sede culturale e di servizi in Frosinone, sita Largo S. Antonio e resa disponibile dal comune. Oltre ad ospitare il diurno viene utilizzata per i corsi riabilitativi quali, ad esempio, l' autonomia domestica. Attualmente la Sezione Provinciale di Frosinone circa 1000 soci, su 920 non vedenti, dimostrando, come già a livello nazionale, quanto l'Unione Italiana dei Ciechi sia pienamente rappresentativa delle esigenze e delle speranze dei non vedenti della nostra provincia.
Manifestazione notevole e degna di nota si è svolta il 7 e l'8 maggio 2005: il Campionato Reg.le di Atletica Leggera per i Disabili ha avuto luogo proprio a Frosinone, presso il Campo Coni. L'iniziativa ha riscosso grande successo e ha permesso di coinvolgere e di far conoscere alla città una realtà diversa dalla propria.

Autofinanziamento dell'Unione Italiana Ciechi
Con l'aumento dei servizi erogati nella Provincia di Frosinone, è cresciuto contestualmente la necessità di reperire ulteriori fondi per la copertura economica di tutte le attività. È con questo obiettivo che, nel 1990, nasce la Lotteria Annuale , la nostra maggiore attività di autofinanziamento (che ci ha consentito, ad esempio, di avere una sede sociale idonea per le molteplici esigenze): nel corso degli anni, essa si è sviluppata enormemente, facendosi conoscere in tutto il territorio provincia e contribuendo a realizzare numerosi progetti.
Altre fonti sono:
- contributi di privati, soci sostenitori, donazioni di benefattori, alcuni contributi pubblici;

- iniziative promozionali;

- quote associative degli iscritti (€ 49.80 per i maggiorenni , € 10.37 per i minorenni).

E voi, come potete aiutare l'Associazione?

Ad esempio stiamo raccogliendo pubblicità per lo spazio web che state vedendo.
Inoltre organizziamo manifestazioni pubbliche di autofinanziamento (spettacoli teatrali, concerti es. Nomadi 1998, manifestazioni sportive), in cui il vostro contributo è per noi fondamentale. Sono sempre gradite donazioni sul numero di conto corrente postale 12921037. Ma l'Unione Italiana Ciechi può anche essere aiutata semplicemente iscrivendosi all'U.N.I.Vo.C., la nostra Associazione di Volontariato, dove si possono mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze.

 

 

 

 

 

 
     
CREDITS
 
Unione Italiana Ciechi, Sezione di Frosinone. Via M.T. Cicerone, 120 03100 Frosinone Onlus Non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi